Rischio incendi boschivi

Dichiarazione dello stato di massima pericolosità: periodo 26 luglio - 1 settembre

PRNCIPALI DIVIETI E SANZIONI

 DIVIETI

Nel periodi di massima pericolosità, ricompreso tra il 26 luglio ed il 1 settembre 2013, sono vietate tutte le azioni che possono anche solo potenzialmente determinare l’innesco di incendio. In particolare, secondo quanto previsto dalle “Prescrizioni di massima e Polizia Forestale”:

- E' vietato a chiunque accendere fuochi all'aperto nelle aree forestali, nei terreni saldi o pascolivi, a distanza minore di 200 m dai loro margini esterni;

-E' consentita l'accensione di fuochi su appositi bracieri o focolai nelle aie e cortili di pertinenza di fabbricati o su aree adeguatamente scelte ed attrezzate allo scopo, con le necessarie cautele (previamente ripuliti da foglie, da erbe secche e da altri materiali facilmente infiammabili, obbligo di riparare il focolare in modo da impedire la dispersione della brace e delle scintille e di spegnere completamente il fuoco prima di abbandonarlo).

-Nei casi precedenti, il fuoco deve essere, comunque, sempre custodito. Coloro che lo accendono sono personalmente responsabili di tutti i danni che da esso possono derivare.

- Nelle aree forestali ed in particolare nei castagneti da frutto, nei terreni saldi e pascolivi non è permesso l'abbruciamento durante il suddetto periodo dichiarato di grave pericolosità;

-L'abbruciamento delle "stoppie" delle colture agrarie e della vegetazione erbacea infestante, è vietato a meno di 200 m dalle aree forestali, dai pascoli e dai terreni saldi;

-Nelle aree forestali è sempre vietato accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producono faville o brace, fumare o comunque compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato o mediato di incendio.

SANZIONI

Per coloro che determinano anche solo potenzialmente l’innesco di un incendio sono previste sanzioni amministrative che vanno da 1.000 a 10.000  euro. Qualora il fatto costituisca anche reato varranno invece le sanzioni previste dal codice penale (art. 423 e seguenti).  In particolare:

-Chiunque provochi un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.

- Se l'incendio è provocato per colpa, la pena è della reclusione da uno a cinque anni.

- Le pene previste sono aumentate se dall'incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette.

- Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell'art. 423-bis, al solo scopo di danneggiare la cosa altrui, appicca il fuoco a una cosa propria o altrui è punito, se dal fatto sorge il pericolo di un incendio, con la reclusione da sei mesi a due anni.

 

Da ultimo si segnala come per l’allestimento di spettacoli pirotecnici in occasione di alcune ricorrenze e feste paesane o l’accensione di bracieri e falò nell'ambito di talune attività del movimento scout debba valere a riferimento quanto previsto al cap. 6 paragrafo 2 del nuovo “Piano stralcio di Previsione Prevenzione e Lotta Attiva contro gli Incendi Boschivi 2012/2016”, pag. 63,64,65 e dalla nostra nota prot. 72631/971/7 del 02 /07/2013.

Vigili del Fuoco  per emergenza incendi  115

Riferimenti normativi:

-          L. 353/2000, art. 10, comma 5,6 e 7:

-          Piano regionale di Previsione, prevenzione lotta attiva contro gli incendi boschivi ex L. 353/2000. Periodo 2012-2016”, capitolo 6 (Periodi a rischio incendio, divieti e sanzioni)

-          Deliberazione di Consiglio Regionale  n. 2354/1995.” Prescrizioni di Massima e polizia forestale” da art. 33 ad art. 38

-          Codice Penale: art. 423, art. 423-bis. Art424

 

Proprietà dell'articolo
autore:Luana Tadolini
creato:mercoledì 24 luglio 2013
modificato:giovedì 2 marzo 2017