Testimonianze dei volontari

In questa pagina le testimonianze rilasciate da volontari del servizio civile nazionale.

 

“Un viaggio chiamato servizio civile”

Giunta poco più che a metà strada del mio viaggio proverò a rievocare questa mia esperienza. In queste poche ma spero intense righe, io nel ruolo di volontaria del Servizio Civile Nazionale anno 2009-2010, tenterò di esporre sensazioni personali positive ma anche dubbi e timori in merito al mio percorso di servizio civile e lo farò nel modo più diretto e spontaneo possibile, proprio come piace a me. A noi volontari, a distanza di cinque mesi dalla fine del servizio civile è stato chiesto se fossimo disposti a raccontarci tramite la stesura di un articolo: sulle prime ho avuto qualche titubanza ma poi mi sono resa conto che sarebbe stata una singolare circostanza per esplicitare liberamente percezioni di vita personali, vissute e sentite condividendole, in tal modo, con qualche interessato lettore. Ora, però, perchè tutto sia più comprensibile penso diventi doveroso partire dall’inizio…A qualcuno sorgerà spontaneo un quesito: cos’ è il servizio civile? Ebbene vorrei cercare di spiegarlo brevemente: se si volge lo sguardo all’aspetto effettivo potrei definirlo come una attività di volontariato sul territorio svolta per favorire il contatto con realtà circostanti spesso poco sperimentate, per fare un esempio concreto potrei esplicitare il mio caso: io, infatti, presto servizio presso l’ufficio sport, cultura e turismo di Pavullo nel Frignano situato a Palazzo Ducale (sede distaccata del Comune di Pavullo nel Frignano): un contesto certamente significativo ma, alle volte, mi pare scarsamente conosciuto. All’interno di questo ufficio le mansioni che svolgiamo quotidianamente io e l’altra volontaria sono di vario genere: innanzitutto si cerca di coinvolgere la presenza di più persone possibile nelle manifestazioni sportive, turistiche o culturali organizzate attraverso volantinaggio e distribuzione di locandine che comunichino l’evento in questione. Una sorta di tentativo di sensibilizzare tutti alla partecipazione. L’informazione passa anche attraverso l’utilizzo di internet: sul sito del comune, infatti, vengono predisposte immagini, contatti ed elementi utili a chiarire orari, attività e svolgimento dei suddetti avvenimenti, attraverso un aggiornamento costante. Ci sono, poi, anche compiti d’ufficio o di segreteria oltre all’ accoglimento degli utenti, dei partecipanti e dei protagonisti delle iniziative. L’aspetto più rilevante del nostro operato, che all’inizio non nego mi ha un po’ messo in crisi, è stato, quindi, la capacità di imparare a staccarsi da un approccio sistematico per approdare ad un atteggiamento poliedrico e flessibile, volto a ricercare sempre soluzioni di fronte a qualsivoglia imprevisto.  Sono, comunque, tanti altri i luoghi dove si può prestare servizio in relazione alle proprie attitudini, predisposizioni culturali e caratteriali: dalla biblioteca, ai servizi sociali, agli asili nidi, agli uffici turistici ecc del territorio di Pavullo ma anche di altri comuni limitrofi quali Serramazzoni, Fanano, Riolunato. Il fine che si persegue, attraverso ogni progetto, è certamente ambizioso e la volontà di collaborazione fra operatori e volontari ed il coinvolgimento dei cittadini pùò essere  certamente un buon punto di partenza. Ma il servizio civile non è un esperienza solo funzionale da un punto di vista concreto, è anche e soprattutto quell’insieme di attimi per riscoprirsi, per rinnovarsi, per incontrare nuova gente e per confrontarsi anche con i propri limiti. La mia difficoltà maggiore è stata, infatti, quella di imparare a mettermi in gioco, di uscire dal mondo dei libri e delle teorie per addentrarmi in un campo di prova reale. La mia scelta di aderire a questa iniziativa è nata per caso, al termine dei miei studi universitari, libera e priva di un effettiva occupazione, ma è proseguita in merito a motivazioni vere e nutrite, con l’entusiasmo di chi sa di avere una possibilità per esprimersi, per ascoltarsi e per crescere. Concludo rispondendo ad una domanda che mi è stata spesso rivolta: consiglieresti questa esperienza?….Il mio responso è positivo: esorterei i giovani, dai 18 ai 28 anni, che ne hanno l’intenzione e la curiosità a partecipare al servizio civile perché è un modo di riflettere e maturare con più calma le proprie decisioni future con un bagaglio e una consapevolezza differente che quasi sempre arricchiscono e danno quel qualcosa in più che certo non si dimentica.

                                                                                                                                                                   Diletta

                                                                                                                                           

Mi chiamo Dominika Bastini, sono straniera, vengo dalla Slovacchia, sono in Italia da quattro anni e vivo a Pavullo nel Frignano. Verso fine dell anno 2010 e uscito il bando del Servizio Civile e ho colto l'ocasione di partecipare al progetto, Un ponte per i più piccoli che si e svolto presso centro di agregazione Teen Space nel quale si svolgono attivita di dopo scuola come compiti, gioco e diversi lavoretti manuali. Nel arco dell anno si fanno varie uscite e si partecipa ad alcune feste del paese. I ragazzi del Servizio Civile sono sempre affiancati dalle educatrici del centro.
Ho scelto di partecipare questo progetto perchè mi e piacuto come e stato presentato, quindi mi e coinvolta. D'altra parte volevo fare una buona azzione, aiutando qualcuno che ne ha bisogno,in questo caso bambini. Il progetto mi e piacuto perchè era bene organizzato, le persone coinvolte erano sempre disponibili, professionali e pronte ad aiutarmi in qualssiasi cosa. Penso che questa esperienza e molo importante per noi stranieri, per poter essere integrati nella società locale e conoscere meglio la vita culturale e sociale del teritorio nel quale viviamo.
Da questa esperienza ho imparato tante cose, ad esempio di essere più paziente, ho avvuto interscabi culturali visto che i bambini del centro sono prevalentemente stranieri da varie parti del mondo, sono venuta a conoscenza di tanti eventi della storia Italina e ho acquistato maggiore padronanza della lingua.
La mia esperienza del Servizio Civile e stata molto bella, piena di sodisfazzioni personali, valori, la comprenssione per le persone bisognose, e mi ha fatto sentire pare integrante della comunità.
SAI COME CI SI SENTE QUANDO FAI BRILLARE GLI OCCHI DI UN BAMBINO, QUANDO FAI SORRIDERE UN ANZIANO O QUANDO UN MALATO TI RINGRAZIERA PER AVERGLI DONATO UN MINUTO DEL TUO TEMPO? Io lo sò....se lo vuoi sapere anche tu, partecipa Servizio Civile.

 

Mi chiamo Isabella,ho svolto il servizio civile nazionale presso i servizi  sociali di Pavullo nel Frignano nel progetto “intessere relazioni”. Il progetto è rivolto ad anziani,diversamente abili e adulti,comprende varie mansioni:fare accompagnamenti  per permettere al soggetto di accedere ai servizi essenziali(ospedale,negozi,medico)in modo autonomo; effettuare interventi di socializzazione,durante i quali si propongono attività ricreative e attività dirette ad incrementare la rete sociale della persona. L’anno di servizio civile  mi ha permesso di conoscere l’ente presso il quale opero ,mi ha aiutata ad orientarmi nel mondo del lavoro,mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con nuove realtà presenti nel mio territorio. Ho trascorso momenti piacevoli con gli utenti,nel corso dei quali  c’è stato uno scambio molto intenso di opinioni,vissuti ,racconti che mi hanno aiutata a vedere le cose sotto una nuova luce ,a crescere. Sicuramente consiglio a tutti i giovani questa esperienza perché credo che contribuisca alla formazione sia da un punto di vista professionale sia da un punto di vista  umano.

 

 

Mi chiamo Valentina e ho iniziato la mia avventura del Servizio Civile il 1°ottobre 2008 presso la scuola elementare e media a Fanano.

Quel giorno non sapevo esattamente quale sarebbe stato il mio ruolo e così mi sono presentata con tanti dubbi e incertezze.

All'inizio, come sempre, è stato un po' difficile inserirsi in un nuovo ambiente, ma soprattutto ero un po' preoccupata perchè avevo bisogno di ulteriori chiarimenti. Sono stata fortunata perchè Marika, la volontaria del Servizio Civile dell'anno precedente, prima di lasciarmi il testimone, con molta pazienza e disponibilità mi ha chiarito molti dubbi e mi ha aiutato ad inserirmi meglio nel mio servizio.

I miei compiti sono svariati e non è facile spiegare in poche parole cosa significa svolgere Servizio Civile: ogni esperienza è differente l'una dall'altra, perchè diverse sono le persone, i luoghi, i punti di vista e le realtà con cui si viene a contatto. Io, in particolare, affianco bambini della scuola elementare e i ragazzi delle medie, li aiuto là dove trovano difficoltà di apprendimento e nei compiti scolastici. Sto affiancando, inoltre, un ragazzo straniero, da poco arrivato nel nostro paese, per quel che riguarda il primo approccio con la lingua italiana. Oltre ad aiutare loro, mi accorgo che ogni giorno che passa cresco un pò anche io, mi arricchisco di esperienze per me significative e mi piace perchè mi confronto con diverse realtà sociali e culturali.

Questi sette mesi sono volati, ma sicuramente molte cose rimarranno: ho acquisito una maggiore sicurezza in me stessa, nelle mie capacità e tante soddisfazioni per essere stata utile -nel mio piccolo- ad altre persone.

Consiglio a tutti i ragazzi e a tutte le ragazze che stanno concludendo ora la scuola superiore (ma anche a tutti gli altri giovani) di prendere in considerazione l'opportunità di svolgere il Servizio Civile, come un anno da dedicare agli altri, ma anche e soprattutto alla crescita di se stessi.

Valentina Carboni – volontaria presso il Servizio Scuola di Fanano - 2008-2009

 

 

Mi chiamo Sara e svolgo servizio civile in un nido comunale di Pavullo, che accoglie bambini dai 6 mesi ai 3 anni.

 Il mio compito è principalmente quello di rendere più fluidi tutti i servizi che la struttura offre: un sostegno per le educatrici nei momenti importanti della giornata (quelli che vengono chiamate tecnicamente “routine”), un aiuto nella stesura dei progetti che le educatrici devono fornire ai genitori a fine anno (video, foto, testi), e una figura in più per tutti i bambini (e per i loro bisogni) che il nido accoglie.

Sono inoltre responsabile (insieme ad altre 2 ragazze che fanno servizio civile al nido come me) di un progetto afferente ai percorsi di “nati per leggere”, che promuove il prestito libri per i bambini della fascia di età 0-3 anni.

Il mio intento, è quello di essere di aiuto e di supporto ai bambini, con  un rapporto individuale e personalizzato e con al possibilità di  soffermarmi sui loro piccoli bisogni senza che il gruppo ne risenta.

Prima di descrivere l’impatto che ha esercitato su di me l’esperienza del Servizio Civile, mi sembra giusto soffermarmi brevemente per cercare di delineare le ragioni ed i motivi per i quali invito ad intraprendere questo straordinario percorso di vita.

Innanzitutto vorrei spiegare cosa non è -o cosa non dovrebbe essere- il Sevizio Civile.

Fare Servizio Civile non dovrebbe significare, cinicamente parlando, l’idea di impegnarsi in un semi-lavoro sottopagato per un anno, nella speranza di chiarire le idee sul proprio futuro; e non dovrebbe nemmeno essere un’ opportunità per affacciarsi sul mondo del lavoro da una piattaforma privilegiata, in quanto lavoro garantito e part-time.

Tutto questo non ha nulla a che fare con l’anima di questa missione.

Il Servizio Civile, infatti, è l’idea di una nuova tipologia di difesa della patria, non più una difesa contro un nemico esterno od una potenza straniera. Si ha a che fare oggi con nuovi ostacoli, quali, ad esempio, la perdita generalizzata dei valori, che dà luogo inevitabilmente ad un senso di profonda indifferenza verso le necessità del mondo sociale, con il tragico esito di non prestare più attenzione agli altri e ai loro bisogni. 

Non ci si rivolge più verso quell’universo di persone in difficoltà, per loro scelta o meno ( i bambini, gli anziani non più autosufficienti, i disabili, gli indigenti, gli stranieri nel loro percorso di integrazione, i cittadini nella promozione della cultura,ecc… )

Il cuore di questa esperienza consiste nel servire e difendere attivamente lo Stato, attraverso un impegno concreto finalizzato al bene pubblico ed alla pace della comunità, in modo che possa contribuire a garantire la stabilità e la solidarietà al fondamento del nostro Stato, tanto quanto il vecchio servizio di leva.

Vorrei che chi deciderà di rispondere all’opportunità offerta dal servizio civile avesse consapevolezza  di aver compiuto una scelta che abbraccia la più sincera e proficua virtuosità civile, finalizzata al servizio attivo verso ogni livello della collettività, con la soddisfazione di vedere il proprio sforzo razionalmente coordinato per il massimo beneficio alla società, riconoscendo così il proprio piccolo aiuto e contributo nel processo di crescita della nostra civiltà. 

Sara Pattarozzi – volontaria presso l'Asilo Nido – 2008-2009

 

 

“Siamo Michele, Rita, Christian e Raffaella, quattro volontari che hanno svolto la loro esperienza di servizio civile presso i Servizi Sociali del Comune di Pavullo, rispettivamente nei servizi per anziani e disabili, per i bambini e ragazzi e all'interno delle scuole. Vogliamo esprimere un breve pensiero su cosa ha rappresentato per noi quest’anno appena concluso di servizio civile.

Il servizio civile nazionale è un’esperienza di crescita personale ed emotiva. Ti mette a contatto con situazioni lontane dalla tua realtà quotidiana e ti aiuta a comprendere il disagio delle persone.

In più è un’ esperienza che ti inserisce nel mondo del lavoro!

Nel mondo di oggi in cui tutto è molto veloce e superficiale, noi volontari abbiamo imparato a metterci in gioco e abbiamo intrapreso un percorso differente rispetto ai nostri coetanei. Siamo stati a contatto per un anno con persone e situazioni differenti rispetto a quelle che siamo abituati a vivere. I ragazzi al giorno d’oggi hanno sviluppato un egoismo così cieco nel raggiungere i propri obiettivi che ormai non riconoscono più la sofferenza e i bisogni altrui. Nell’ambito di questi progetti molti di noi hanno dovuto fare qualche passo indietro invertendo questa tendenza e non è stato per nulla facile sviluppare un senso di empatia verso altre persone e sacrificare qualcosa di se stessi come il tempo e le proprie risorse. In conclusione possiamo dire che è un importante servizio e se più ragazzi decidessero di aderire non fornirebbero solo un aiuto concreto alla comunità, ma investirebbero sul futuro di tutti.”

Michele Ruocco e Christian Coccodi, volontari presso il Servizio Assistenza Domiciliare di Pavullo,

Raffaella Bettini, volontaria presso il servizio scuola di Pavullo,

Rita Verbelli, volontaria presso i servizi sociali di Pavullo - 2007-2008

 

“Se un anno fa non sapevo cosa rispondere alla domanda Che cos'è il servizio civile, ora al termine del mio servizio saprei dare un'infinità di risposte. Il servizio civile è: conoscere aspetti oscuri della società in cui vivi, mettersi in gioco per il proprio paese, non essere egoisti, ma regalare una piccola parte di sé a persone più bisognose, è un piccolo gesto, un sorriso, una carezza da regalare agli altri. Ringrazio per aver avuto la possibilità di tuffarmi nell'esperienza più stupenda dei miei 21 anni.. esperienza che mi ha fatto crescere, che mi ha permesso di far emergere il meglio di me, che mi ha messa in gioco, che mi ha formata. Il servizio civile rimarrà per me un tesoro prezioso.”

Serena Cassai – volontaria presso il l'Istituto Comprensivo di Pievepelago - 2007-2008

 

 

Un'esperienza di servizio civile è indubbiamente un'esperienza educativa, proiettata in un mondo per la maggior parte dei giovani sconosciuto.

Noi genitori tendiamo ad essere, nei confronti dei nostri figli, molto protettivi, pensiamo che tenerli lontano dalla sofferenza e dalle diversità li faccia vivere meglio, mentre essere a contatto di chi soffre è motivo di crescita e di fortificazione del carattere.

La mia esperienza deriva dall'aver seguito vari giovani impiegati nei progetti di servizio civile, in particolare nel servizio di assistenza domiciliare e dall'aver raccolto le testimonianze positive di tutti gli utenti.

E' stato interessante assistere alla nascita e alla crescita di relazioni tra i ragazzi e gli utenti anziani e disabili adulti; è stato gratificante sapere che in alcuni casi queste relazioni sono continuate dopo il servizio, è stato emozionante vedere i ragazzi porsi tanti interrogativi, affrontare situazioni insolite con insolita responsabilità, è stato altrettanto emozionante vedere gli anziani compiere sforzi per essere al meglio " perchè oggi esco con Francesco, perchè oggi Elisa viene a farmi visita”!!!

 Graziana Lorenzi – responsabile dei giovani in servizio civile presso il Comune di Serramazzoni

 


Siamo tre ragazzi che stanno svolgendo da  Dicembre  il Servizio Civile presso tre differenti sedi e ambiti. Con questo articolo vogliamo dare la nostra testimonianza e le nostre opinioni riguardanti l’esperienza che stiamo vivendo. Tramite questo servizio ci è stata data la possibilità di scegliere tra diversi progetti proposti; ognuno di noi ha preso strade differenti:

v      Assistenza domiciliare agli anziani;

v      Sostegno a ragazzi in difficoltà, presso la scuola media;

v      Sostegno presso l’asilo nido.

Ciò che ci ha spinto a fare questa scelta, è stata innanzitutto la nostra voglia di aiutare il prossimo ma anche il fatto che alcuni di noi siano appena usciti da scuola, e che questa esperienza potesse rappresentare un primo approccio al mondo del lavoro. C’è anche chi tra di noi, svolgendo studi universitari, ha deciso di intraprendere questo percorso avente la durata di 12 mesi, perché si è reso conto che era maggiormente facilitato nei tempi di studio rispetto ad un altro tipo di occupazione.

La particolarità che caratterizza ognuno di noi e i nostri “colleghi”(siamo un gruppo di 21 ragazzi) è sicuramente il non restare indifferenti al bisogno degli altri.

Svolgiamo differenti compiti e mansioni, a seconda del progetto.

Vi raccontiamo le nostre esperienze.

Chi offre il proprio servizio agli anziani, per esempio, si rende disponibile nella soddisfazione di determinati bisogni come l’accompagnamento dell’anziano non autosufficiente a visite mediche o a fare commissioni di vario genere. Ma un anziano solo non necessità soltanto di supporti concreti ma anche di semplice compagnia ed è questo che un volontario del servizio civile si propone di fare, rendere felice chi ha bisogno di aiuto.

Invece chi di noi presta servizio ai ragazzini delle scuole medie, si propone come supporto agli alunni in difficoltà, cercando di aiutarli a superare i propri ostacoli scolastici. Ci si rende disponibile in ogni classe prima per offrire il proprio sostegno nelle varie materie in cui i ragazzi hanno delle difficoltà, poi è possibile creare piccoli gruppi di lavoro anche fuori dalla classe per attività più mirate. Anche per quanto riguarda questa fascia d’età vi è un bisogno non solo didattico ma sociale e psicologico.

Per quanto riguarda chi si trova a contatto con i bambini dell’asilo nido, si offre un supporto sia alle educatrici sia al bambino stesso. All’interno della struttura le mansioni che vengono svolte sono varie, ma principalmente legate al diretto contatto con i bambini come dar loro da mangiare, farli giocare o metterli a letto. I volontari in servizio civile hanno un ruolo di supporto alle educatrici per la sorveglianza e la cura dei bambini, ma soprattutto per le attività di gioco, sia nell'organizzazione sia nella realizzazione.

 

Per concludere consigliamo a tutti coloro che sentono di voler dare il proprio contributo a chi ne ha necessità, di intraprendere questo tipo di percorso, perché è un’esperienza unica che fa crescere interiormente.

Raffaella Bettini – Fanano – volontaria in servizio presso l'Ufficio Scuola di Pavullo

Daniela Tovoli – Pavullo – volontaria in servizio civile presso l'Asilo nido Comunale

Michele Ruocco – Modena – volontario in servizio civile presso il Servizio di assistenza domiciliare del Comune di Pavullo, 2007-2008

 

 

Sono veramente felice di avere intrapreso l’esperienza che mi ha offerto il Servizio Civile Regionale; posso dire che è aumentata la stima personale ed è stata favorita l’integrazione nel contesto sociale in cui vivo. Ho imparato tante cose e conosciuto realtà delle quali non ero a conoscenza, tante persone mi hanno manifestato la loro stima e in diverse occasioni sono stato fermata, per la strada, da persone che volevano informazioni riguardanti i servizi che offre il comune.  Il servizio che ho svolto con i minori, in particolare con i bambini delle elementari, è stato veramente stimolante in quanto mi ha permesso di riprendere i libri scolastici che avevo abbandonato da anni. Posso affermare che questo progetto mi ha fatto sentire, io che sono rumena, una vera cittadina europea di Pavullo; spero che questa esperienza possa essere offerta ad altri ragazzi stranieri in modo che venga favorita la loro integrazione e la loro crescita personale e professionale.

Daniela Iorga – rumena e residente a Pavullo - volontaria del servizio civile regionale presso i servizi sociali del Comune di Pavullo - 2007-2008

 

 

Mi chiamo Cristina, ho 21 anni e sto svolgendo la mia esperienza di Servizio Civile in un progetto di educazione a minori nel paese in cui vivo, Lama Mocogno.

Nel nostro paese è una servizio importante perché purtroppo ci sono situazioni davvero sgradevoli a cui pochi si interessano.

Ho deciso di impegnare 30 ore a settimana per fare questo servizio, ho contatto diretto con i bambini ed è un’esperienza che ti coinvolge moltissimo; vado a scuola e aiuto i ragazzi a svolgere i compiti: è una grande soddisfazione perché i bambini si affezionano e sono stata accolta benissimo.

Faccio assistenza sullo scuolabus durante il trasporto dei bambini della scuola materna e durante il periodo estivo sono impegnata presso l’asilo nido e il centro estivo; ho pertanto rapporti con bambini di tutte le fasce d'età.

Mi sto affezionando molto a loro e vorrei poter rimanere anche dopo quest’anno di servizio ma si tratta di un'esperienza che dura solo un anno e non si può ripetere. Consiglio ai giovani di provare questa esperienza, perchè ne vale la pena e perchè al termine del mio servizio non venga meno il sostegno ai bambini più fragili, ma l'esperienza possa proseguire.

Maria Cristina Cavani – Lama Mocogno – volontaria in servizio presso i Servizi sociali del Comune di Lama Mocogno - 2007-2008

 

Proprietà dell'articolo
creato:martedì 30 giugno 2009
modificato:sabato 25 marzo 2017