• foto Stefano Torreggiani©

Montebonello

Una visita al paese di Montebonello equivale ad un viaggio con la macchina del tempo nella storia religiosa e politica di una comunità del Frignano tra Medioevo ed epoca moderna, tante e notevoli vi sono rimaste le tracce del passato.

Posto su un colle nella dolce vallata dei torrenti Cogorno e Rossenna il paese di Montebonello è tutto racchiuso intorno alla piazza o trebbo ed ha mantenuto l’aspetto e la struttura delle sue origini  medioevali.

Sul lato più scosceso del colle, a guardia del borgo, si innalza la possente torre, costruita su uno sperone di roccia, esempio significativo e quasi integro di torre medievale, secondo una tipologia assai diffusa nel Frignano e nei territori matildici. Sul suo fianco occidentale si sono conservati due portali sopraelevati per l’ingresso al primo e al secondo piano. Sul fianco a nord sporgono le mensole in pietra di una caditoia ora scomparsa.

La chiesa, posta trasversalmente ai bordi della piazza a costituire quasi una cortina muraria, pur mancando di una facciata e di un ingresso ad occidente,eliminati entrambi nella ristrutturazione del 1910-1913, è orientata secondo gli antichi canoni liturgici con l’altare maggiore rivolto verso oriente. Sul bellissimo lato meridionale perfettamente costruito secondo la tecnica dell’opus quadratum sono posti i portali d’ingresso: uno angusto di stile romanico con arco a tutto sesto, l’altro gotico chiuso in tempi recenti e il terzo aperto all’epoca dell’allungamento della chiesa (1910 1913).

Sull’arco del portale centrale è scolpita la data 1446, cui risale forse la sua apertura. Nella parte superiore quattro bifore, ottenute da altrettanti monoliti, danno luce all’interno. La facciata è ornata da una formella scolpita, ora completamente corrosa, e da una piccola meridiana.

Entrando per lo stretto portale romanico a destra non sfugga il simbolo scolpito nel sottarco: uno splendido Nodo di Salomone, che nel Medioevo si usava porre sulle soglie degli edifici religiosi a delimitare lo spazio profano, che si abbandonava, da quello sacro, in cui si entrava.

Il silenzio, la penombra, le immagini affrescate dell’interno, trasportano il visitatore lontano nel tempo a sperimentare un senso del sacro ormai inusuale e a rivivere atmosfere di religiosità e di devozione dei fedeli di un lontano passato.

L’interno della chiesa di Montebonello, infatti, fortunatamente conservatosi quasi integro, è un esempio eccellente di organizzazione e disposizione delle immagini negli spazi di un edificio sacro del tardo Medioevo. Secondo tali moduli nello spazio interno delle chiese di quel periodo, che nel Frignano è possibile osservare nella sua interezza solo a Montebonello, le pareti laterali erano destinate ad ospitare le immagini dei santi più venerati in quei tempi, dispensatori di grazie e favori. Gli affreschi erano degli ex voto, disuguali per grandezza ed eseguiti in momenti e da autori diversi sulle pareti dove c’era posto e quindi all’apparenza in modo disordinato. Sul volto del presbiterio, invece, è presente un ciclo di affreschi realizzato, probabilmente da uno stesso autore, secondo un ordinato progetto, mirato a raffigurare in quattro grandi riquadri le storie dell’infanzia della Beata Vergine, essendo la chiesa dedicata alla Natività di Maria. La figura centrale è comunque Cristo Pantocratore, signore del mondo, con accanto i quattro evangelisti. Ai bordi del volto a destra e a sinistra le sante Lucia e Caterina d’Alessandria e in basso una fila di figure maschili, forse gli apostoli. Su una parete laterale del presbiterio era l’immagine della Beata Vergine, spostata nel Settecento al centro, sopra l’altare maggiore, perché ritenuta miracolosa. Sull’arco trionfale l’Annunciazione con la Vergine a destra e l’angelo a sinistra.

Altre opere di pregevole valore sono il paliotto di scagliola dell’altare maggiore (1704) e la tela, attribuita ad Ascanio Magnanini, con le immagini della Madonna e dei santi Pietro, Paolo e Antonio Abate, eseguita nel 1613 su commissione del parroco don Ercole Melchiorri, ritratto in basso a sinistra.

La località dei Baldaccini è nota per l’oratorio dedicato all’Assunzione di Maria. La sua origine risale alla metà del Cinquecento, ma un recente restauro ha completamente stravolto la struttura. All’interno si conservano un quadro raffigurante i santi Rocco e Sebastiano, invocati contro la peste, e un artistico paliotto sconsideratamente murato contro una parete. Il piccolo santuario fu costruito nel luogo in cui la terribile epidemia si fermò ai confini tra Montebonello e Coscogno. Per questo motivo ancora oggi la mattina della festa dell’Assunta i fedeli di quest’ultima comunità si recano in devota processione a rendere omaggio alla Vergine.

 

Vai al sito Visit Modena.it  per scaricare l'audioguida di Montebonello e della chiesa romanica della Natività di Maria

 

 

English version

Standing atop a hill in the gentle valley of the rivers Cogorno and Rossenna, the town of Montebello nestles around the square, or trebbo, and has maintained its original Medieval appearance and structure. On the steepest side of the hill, overlooking the hamlet, is a mighty tower, a significant and almost intact example of a Medieval tower, of the type frequently observed in Frignano and other Matildic places.

The church, which is arranged transversally to the edge of the square almost as to provide a continuous wall, despite lacking a façade and an entrance on the western side (they were eliminated in the 1910 – 1913 renovation) is oriented in line with historical liturgical rules with the high altar facing east. The doorways are located on the stunningly beautiful southern side: a narrow Romanic-style one with rounded arch, another Gothic one that was closed-up in recent times and a third that was created when the church was extended (1910 – 1913).

Inside, Montebonello church is an excellent example how images were arranged and organised in holy buildings in the late middle ages. The side walls were customarily destined to host the icons of the saints most frequently worshipped at the time,  believed to be dispensers of grace and favours. The frescos were votive works of different sizes, performed at different times and by different authors wherever there was room and therefore appear very untidy. On the presbytery wall, however, there is a cycle of frescoes probably created by the same person, according to an orderly project, aimed at portraying the Blessed Virgin’s childhood in four large squares, givenm that the church is dedicated to the birth of Mary. Other valuable works include the scagliola altarpiece of the high altar (1704) and the canvas, attributed to Ascanio Magnanini, with icons of Our Lady and the saints Peter, Paul and Anthony Abbot, created in 1613 under orders by the parish priest, Fr. Ercole Melchiorri, who is portrayed in the bottom left corner. I Baldaccini is renown for the Oratory dedicated to Our Lady’s Assumption.

Its origin dates from the mid-1500s, but a recent restoration has completely overturned the structure. Inside one can admire a painting portraying

the Saints Rochus and Sebastian, who invoke against the plague, and an artistic altarpiece thoughtlessly walled against a wall. The little sanctuary was built in the place where the terrible epidemic halted on the boundary between Montebonello and Coscogno.

 

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Immagini

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  • foto Stefano Aldrovandi

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Proprietà dell'articolo
creato:lunedì 19 maggio 2008
modificato:venerdì 12 settembre 2008