Il Pane di Pavullo protagonista dell'Expo di Milano grazie al grande regista Pupi Avati

La specialità pavullese scelta dal grande cineasta bolognese come simbolo dell'alimentazione degli anni della Grande Guerra nel mediometraggio “Un Viaggio di Cento Anni” . Quattro donne pavullesi fra gli interpreti dell'episodio

Il mediometraggio “Un Viaggio di Cento Anni” sarà trasmesso su RAI1 venerdì 22 maggio alle ore 23.10

Il pane di Pavullo, uno delle specialità alimentari più apprezzate e conosciute del capoluogo del Frignano, è uno dei protagonisti del mediometraggio realizzato dal grande regista Pupi Avati per le Ferrovie dello Stato in occasione dell'Expo di Milano. Avati, a sorpresa, ha contattato l'Amministrazione comunale mettendola a conoscenza del progetto e ha ricevuto un'immediata risposta positiva tramite la vicesindaco e assessore alla cultura Morena Minelli. Il film, dal titolo “Un viaggio di Cento Anni”, che sarà proiettato all'Expo e trasmesso dalla Rai, narra la storia di un convoglio ferroviario che parte nel maggio del 1915 per arrivare a destinazione nel maggio del 2015 all'Expo di Milano, dopo un secolo di viaggio. Ogni vagone porta con sé una porzione della storia del nostro paese e l'ultimo, il primo nella narrazione, si ferma alla stazione di Pavullo per far salire i ragazzi destinati a combattere sul fronte della Grande Guerra. Due di questi ragazzi pavullesi si chiamano Vigetti e sono fratelli. La loro mamma li fornisce di biancheria, ma, soprattutto di una pagnotta di pane di Pavullo e di una forma di formaggio pecorino. Si vedrà la madre impastare e infornare questo pane speciale che nel loro viaggio verso il fronte i soldati gusteranno, con uno dei due fratelli che commenta: "Il pane di Pavullo, il pane migliore del mondo".

Pupi Avati, nello scegliere proprio il pane pavullese come simbolo dell'alimentazione di quegli anni, ha scavato nei propri ricordi, richiamando alla memoria gli anni '50 del secolo scorso, quando il Panificio Verichese, gestito da tre generazioni dalla famiglia Piccioli, iniziò a portare il pane a Bologna, entrando così a far parte dell'infanzia del regista, che lo ha conservato fra i ricordi legati alla sua famiglia. Ma il pane di Pavullo è tutto di ottima qualità, prodotto da forni che in alcuni casi hanno oltre 100 anni di vita, e ha ricevuto qualche anno fa una menzione speciale dal settimanale de Il Corriere della Sera “Sette”, che lo annoverava fra i migliori d'Italia.

“Quello che nessuno si aspettava – racconta Morena Minelli – è che ci è stato chiesto di partecipare attivamente alle riprese. Così io, Simona Borelli, Sarah Brambilla e Susy Morini, abbiamo indossato costumi d'epoca, e abbiamo impastato il pane. È stata un'esperienza indimenticabile e nella troupe di Avati abbiamo trovato tanta professionalità e altrettanta umanità. Un grazie particolare oltre al Panificio Verichese che ha fatto dono non solo del pane ma anche delle crescentine,  va al caseificio del Frignano di Casa Venturelli, ai Sapori del Borgo Antico  e a Fuoco e Grano di Montese, che hanno fatto dono dei loro prodotti. Al regista e alla troupe abbiamo consegnato la strenna della Pro Loco di Pavullo e l'ultimo libro di Andrea Pini. Un grazie particolare alla Pmp, Produzioni Meccaniche Pavullesi, una delle aziende che danno lustro a Pavullo, nata nel 1984 e che da pochi giorni ha conseguito la prestigiosa certificazione Uni En Iso 9001:2008, che ha concesso a una sua dipendente di assentarsi per prendere parte alle riprese. Nessuno ha percepito alcun compenso - conclude il vicesindaco -. Le spese sono state sostenute dalla Due A Film e in questo modo Pavullo e i suoi prodotti sono arrivati all'Expo senza spendere un solo euro pubblico”. 

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creato:giovedì 7 maggio 2015
modificato:mercoledì 20 maggio 2015