
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNANO
(Provincia di Modena)
REGOLAMENTO EDILIZIO
(Legge Regionale n˚ 33/1990 modificata e integrata )
PARTE TERZA
REQUISITI TECNICI DELLE OPERE EDILIZIE
Approvato con
deliberazioni del Consiglio Comunale:
n.
78 del 20/07/2000 e
n.
84 del 07/09/2000
Parere della Regione
Emilia Romagna,
ai
sensi dell’art. 16, 1° comma, L.R. n. 33/90 e s.m.,
datato
18/12/2000.
SOMMARIO
III - REQUISITI
TECNICI DELLE OPERE EDILIZIE
FIG.
1 – SCOMPOSIZIONE DEL SISTEMA AMBIENTALE Pag. 1
Titolo
I. DEFINIZIONE E CONTENUTI
-
Organismo edilizio e relazioni
funzionali Pag. 2
-
Requisiti e famiglie di requisiti Pag. 2
-
Contenuto dei requisiti cogenti Pag. 3
-
Requisiti raccomandati Pag. 6
- Limiti di applicazione dei requisiti Pag. 7
-
Applicazione dei requisiti nelle
nuove costruzioni e
negli
interventi di recupero Pag. 8
-
Requisiti definiti da norme di
settore Pag. 9
Titolo II. ALLEGATO A/1 - REQUISITI
COGENTI Pag. 10
-
RC 1.1: Resistenza meccanica alle sollecitazioni statiche e
di
esercizio, alle sollecitazioni accidentali e alle
vibrazioni Pag. 12
-
RC
2.1: Resistenza al fuoco, reazione al fuoco, limitazione
dei rischi di generazione e propagazione d’incendio,
evacuazione
in caso d’emergenza e accessibilità
ai
mezzi di soccorso. Pag. 16
RC 3.1: Controllo delle emissioni dannose Pag. 19
RC
3.2: Smaltimento degli aeriformi Pag. 21
RC
3.3: Approvvigionamento idrico Pag. 23
RC
3.4: Smaltimento delle acque reflue Pag. 26
RC
3.5: Tenuta all’acqua Pag. 28
RC
3.6: Illuminamento naturale Pag. 29
RC
3.7: Oscurabilità Pag. 31
RC
3.8: Temperatura dell’aria interna Pag. 32
RC
3.9: Temperatura superficiale Pag. 33
RC
3.10: Ventilazione Pag. 34
RC
3.11: Protezione dalle intrusioni di animali nocivi Pag. 37
RC
4.1: Sicurezza contro le cadute e resistenza ad urti e
Sfondamento Pag. 39
RC
4.2: Sicurezza degli impianti Pag. 43
RC
5.1: Isolamento acustico ai rumori aerei Pag. 46
RC
5.2: Isolamento acustico ai rumori impattivi Pag. 48
RC
6.1: Contenimento dei consumi energetici Pag. 50
RC 7.1: Assenza di barriere architettoniche Pag. 53
RC
7.2: Disponibilità di spazi minimi Pag. 56
RC
7.3: Dotazioni impiantistiche minime Pag. 60
Titolo III. ALLEGATO A/2 MODALITA’
DI VERIFICA Pag. 63
Allegato
A/2 – Famiglia 1 - RC 1.1: Resistenza meccanica alle
sollecitazioni statiche e
dinamiche di esercizio,
alle sollecitazioni
accidentali e alle vibrazioni Pag. 64
Allegato
A/2 – Famiglia 2 - RC 2.1: Resistenza al fuoco,
reazione al fuoco, limitazione
dei rischi di generazione e,
propagazione d’incendio,
evacuazione in caso
d’emergenza e accessibilità
ai
mezzi di soccorso Pag. 66
Allegato A/2 – Famiglia 3 - RC 3.1: Controllo delle emissioni
dannose Pag. 70
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.2: Smaltimento degli aeriformi Pag. 72
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.3: Approvvigionamento idrico Pag. 74
Allegato A/2 – Famiglia 3 - RC 3.4: Smaltimento delle acque
Reflue Pag. 76
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.5: Tenuta all’acqua Pag. 78
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.6: Illuminamento naturale Pag.
80
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.7: Oscurabilità Pag. 95
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.8: Temperatura dell’aria
interna Pag. 96
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.9: Temperatura superficiale Pag. 98
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.10Ventilazione Pag. 99
Allegato
A/2 – Famiglia 3 - RC 3.11Protezione dalle intrusioni
di
animali nocivi Pag. 102
Allegato
A/2 – Famiglia 4 - RC 4.1 Sicurezza contro le cadute
e resistenza ad urti e
sfondamento Pag. 103
Allegato
A/2 – Famiglia 4 - RC 4.2 Sicurezza degli impianti Pag. 105
Allegato
A/2 – Famiglia 5 - RC 5.1 Isolamento acustico ai
rumori aerei Pag. 107
Allegato
A/2 – Famiglia 5 - RC 5.2 Isolamento acustico ai
rumori impattivi Pag. 111
Allegato
A/2 – Famiglia 6 - RC 6.1 Contenimento dei consumi
energetici Pag. 115
Allegato
A/2 – Famiglia 7 - RC 7.1 Assenza di barriere
architettoniche Pag. 117
Allegato
A/2 – Famiglia 7 - RC 7.2 Disponibilità di spazi
minimi Pag. 119
Allegato
A/2 – Famiglia 7 - RC 7.3 Dotazioni impiantistiche
minime Pag. 120
(segue
allegato fotografato)
ALLEGATO
2

COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNANO
(Provincia di Modena)
(Art. 15 L.R. n. 33/'90)
La “Dichiarazione di Indirizzi” della Commissione
Edilizia Comunale è prevista dalla Legge Regionale n. 33/90 che recita quanto
segue:
Art. 15 – Comma 6 –
Nel settore edilizio la Commissione Edilizia è chiamata ad esprimere il proprio
parere, successivamente alle verifiche normative
svolte dagli uffici tecnici comunali, solo in ordine agli aspetti formali compositivi ed architettonici delle opere edilizie ed al
loro inserimento urbano e ambientale.
Art. 15 – Comma 7 - A tal fine, all’atto del suo insediamento,
la Commissione Edilizia formula, in un documento denominato “Dichiarazione di Indirizzi”, i criteri che adotterà nella valutazione dei
progetti sottoposti al suo esame. La dichiarazione di indirizzi
deve essere approvata dal Consiglio Comunale.
La Commissione Edilizia comunale è l’organo
consultivo del Comune di Pavullo nel Frignano nel Settore Pianificazione
Territoriale. Nel settore edilizio è chiamata ad esprimere il proprio parere,
solo in ordine agli aspetti formali, compositivi ed architettonici delle opere edilizie ed al
loro inserimento nel contesto urbano ed ambientale, in tutti i casi previsti
dalle leggi e/o dal Regolamento Edilizio Comunale. Con la dichiarazione di indirizzi, la Commissione Edilizia definisce e rende noti
i criteri che adotterà nella valutazione di progetti e richieste in materia
edilizia ed urbanistica sottoposti al proprio parere, nonché le modalità di
espressione e formulazione del parere stesso. La “dichiarazione degli
indirizzi” esprime indicazioni e modalità, necessariamente predeterminate e condivisibili, in
base alle quali valutare le proposte di trasformazione dell’ambiente costruito,
in una scelta di trasparenza e di ricerca della comprensione.
1. La
“Dichiarazione di Indirizzi” è da intendersi quale
documento di carattere culturale, avente la funzione di chiarire i concetti
guida del lavoro della C.E., che, con lo stesso,
intende generare e stimolare il dibattito intorno ai processi di trasformazione
del territorio. Tale documento viene considerato non
modificabile e potrà essere verificato ed aggiornato, durante il periodo di
vigenza della Commissione Edilizia che lo ha redatto, nel caso in cui non ne
vengano constatati gli effetti sperati sulla qualità dei progetti presentati e
sui risultati conseguiti.
2. La
“Dichiarazione di Indirizzi” contiene indicazioni di
carattere generale che non vogliono e non possono sostituirsi o sovrapporsi
alle indicazioni del P.R.G. e del Regolamento Edilizio Comunale, ma intendono
chiarire quali saranno le linee guida che verranno seguite nella valutazione
dei progetti. La dichiarazione di indirizzi non potrà
essere pertanto considerata alla stregua di norma regolamentare.
3. In
linea generale i progetti verranno valutati con
particolare attenzione alla qualità degli interventi proposti e alla qualità
(anche grafica) e completezza degli elaborati presentati.
4. La
C.E., in linea di massima,
non esaminerà progetti che non abbiano
avuto parere da parte dell’ Ufficio Tecnico Comunale per quanto di competenza,
ma dichiara fin da ora la propria disponibilità ad affiancare l’Ufficio nella
valutazione di casi dubbi o di particolare complessità ed esprimersi anche in
fase preliminare dell’istruttoria di verifica della conformità edilizia –
urbanistica dei progetti, in linea con le norme vigenti in materia procedimentale.
5. La
C.E. potrà effettuare sopralluoghi ogni qualvolta lo
riterrà opportuno al fine di acquisire direttamente le informazioni necessarie
ad esprimere pareri sui progetti di rilevante importanza urbanistica ed ambientale,
ed anche in quanto vorrà verificare la coerenza e la correttezza dei pareri
espressi.
6. In
caso di progetti che rivestono importanza notevole per l’entità dei lavori e
per la natura del tema la Commissione Edilizia può
avvalersi del contributo del progettista limitatamente all’esposizione del
progetto.
7. La
Dichiarazione di Indirizzi è sottoposta ad
approvazione del Consiglio Comunale.
RAPPORTI TRA MEMBRI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA
8. I
componenti della C.E. si impegnano a svolgere il
proprio compito nell’interesse della collettività e nel rispetto delle Leggi
vigenti. In particolare si impegnano a rispettare le
Norme di Deontologia Professionale dei rispettivi Ordini o Collegi
professionali sia nei rapporti con i colleghi che nei rapporti con l’Amministrazione
Comunale, senza trarre vantaggio dalla posizione ricoperta nella C.E.
9. I
Commissari, in quanto nominati in qualità di
“esperti”, esprimono i loro pareri nell’ambito del proprio ruolo all’interno
della C.E. ed in base alle rispettive competenze professionali ed esperienze
maturate.
10. Ai
sensi dell'art. 8 comma 8 del nuovo Regolamento Edilizio "I componenti della Commissione Edilizia non possono
presenziare all'esame dei progetti da essi elaborati o all'esecuzione dei quali
sono comunque interessati".
COERENZA, AUTOREVOLEZZA ED EFFICACIA DEI PARERI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA
La C.E., nello svolgimento del lavoro
e nelle diverse circostanze, assumerà decisioni coerenti ed imparziali, pur nel
rispetto delle singole peculiarità.
I progetti già esaminati con formulazione di parere
anche negativo potranno essere riesaminate dalla C.E. purché il progettista produca
elementi di valutazione aggiuntiva sia in forma grafica che scritta . La
commissione, altresì, può decidere il rinvio di un progetto dopo un primo
esame, allo scopo di formulare un giudizio più ponderato e/ o richiedere
adeguamenti e/o documenti integrativi .
DEFINIZIONE DEI TERMINI DI RIFERIMENTO
Nell’espressione del parere di competenza la C.E. è
chiamata ad analizzare gli aspetti delle opere edilizie progettate che
concorrono a valutare il rapporto intercorrente tra esse
ed il contesto urbano ed ambientale esistenti.
In particolare verranno
considerati, tra gli altri, i seguenti elementi:
1.
aspetto
formale: si intende il risultato estetico complessivamente
determinato dagli elementi del linguaggio architettonico proposto, fra loro
correlati (superfici, massa, armonizzazione dei vuoti e dei pieni, proporzioni,
colore, materiali di finitura, particolari costruttivi e decorativi, ecc.);
2.
aspetto compositivo: si intende il risultato
complessivo del progetto in rapporto agli aspetti funzionali e planivolumetrici, determinati dagli elementi costitutivi
dell’edificio e degli accessori, compresi gli elementi di assetto dell’area
in stretto rapporto con il fabbricato,
quale sistemazione del verde, muri, sbancamenti, riporti, recinzioni, ecc.;
3. aspetto architettonico:
si intende il risultato finale che riassume l’integrazione degli aspetti
formali e compositivi.
La Commissione Edilizia intende perseguire i
seguenti obiettivi:
11. contribuire a promuovere il miglioramento della qualità
formale, compositiva ed architettonica delle
trasformazioni urbanistiche ed edilizie e ad elevare l’immagine urbana
generale;
12. privilegiare le soluzioni progettuali
che si propongono a salvaguardia dell’ambiente esistente in cui operare le
trasformazioni e che risultano essere rispettose dei luoghi, delle risorse
naturali e delle forme fisiche del paesaggio;
13. operare con la massima trasparenza ed imparzialità;
14. garantire la certezza del diritto
a tutti i soggetti interessati alla formulazione ed alla attuazione delle
proposte progettuali;
15.
salvaguardare
il ruolo, le competenze e le capacità propositive dei progettisti, evitando in linea generale, che le
critiche, osservazioni, prescrizioni, possano configurarsi come una "nuova
progettazione" ma solo come il tentativo positivo di un miglioramento
complessivo dell'opera progettata.
Costituirà criterio
di valutazione il modo con cui il progettista affronterà e risolverà
l’obiettivo della tutela e valorizzazione degli
elementi di permanenza storica, naturali ed antropici che caratterizzano il
territorio di Pavullo e ne costituiscono i caratteri distintivi del paesaggio.
In particolare l’intervento sarà valutato in ordine al
rapporto con:
16. linee di crinale e linee di interconnessione
visiva a carattere storico;
17. punti panoramici;
18. presenza di elementi residui di paesaggio agrario
tipico;
19. emergenze naturalistiche;
20. forme carsiche;
21. zone calanchive di
interesse paesaggistico;
22. corsi d’acqua di interesse naturalistico e
paesaggistico;
23. sistema storico insediativo:
torri, castelli, centri e nuclei storici, edilizia minore, viabilità storica;
24. sistema forestale, boschivo e vegetazione in
genere.
Costituiranno
elementi di valutazione il grado di interferenza con
le risorse naturali in ordine a:
25. tutela delle sorgenti e del loro bacino di
alimentazione;
26. tutela e “risparmio” di risorse naturali pregiate
e/o non rinnovabili (suolo, risorse idriche, energetiche….);
27. minore interferenza rispetto all’andamento
naturale del terreno e quindi limitazione dei movimenti di terra e della
alterazione della morfologia originaria dei luoghi;
28. considerazione degli aspetti di tutela
dell’assetto idrogeologico e di stabilità dei versanti;
29. valutazione degli accorgimenti
adottati nei confronti di possibili rischi di inquinamento ambientale nelle sue
varie forme, potenzialmente indotti dall’opera proposta;
30. Il
progetto sarà valutato anche per la capacità di divenire elemento di
qualificazione e riordino dell'ambiente urbano, particolarmente all'interno di
quei contesti sottoposti ad intensa attività edilizia
in epoca recente;
31. Sarà
valutato il grado di compatibilità infrastrutturale e
tecnologica dell'opera proposta in relazione all'efficienza
complessiva del sistema territoriale ed alla funzionalità delle reti
tecnologiche esistenti;
-
In generale saranno valutate le modalità di recepimento e le
soluzioni progettuali secondo quanto prescritto
dal nuovo Regolamento Edilizio;
-
Alla base della formulazione del parere sarà
soprattutto la completezza del progetto in tutte le sue componenti:
1. Aspetto
architettonico edilizio, ivi compreso il trattamento cromatico delle facciate;
2. La sistemazione delle aree libere e la progettazione delle aree
verdi come parti integranti del progetto;
3. L'analisi
ragionata del contesto in cui s'inserisce l'intervento
con l'evidenziazione degli elementi di permanenza storica e con motivazione delle
scelte progettuali.
Sia nel caso di interventi sull'esistente, che nel caso di nuova edificazione, altre all'inserimento nel contesto ambientale e paesaggistico, sarà in ogni caso valutato il grado di coerenza formale complessiva dell'organismo edilizio proposto.
Saranno valutati
gli accorgimenti adottati per migliorare l’inserimento paesistico
particolarmente:
32. nei punti di contatto fra il territorio
agricolo e le zone urbane;
33. negli interventi che interessino nuclei rurali
storici in cui andrà valutato il fattore di alterazione dei rapporti spaziali
preesistenti,
34. negli interventi in zona agricola, dove
l’ubicazione dell’opera e le soluzioni tipologiche e formali dovranno tendere
al minor impatto rispetto alle tradizioni costruttive e formali presenti nel
patrimonio edilizio storico ed ai caratteri strutturanti il paesaggio;
35. nella progettazione delle aree verdi, intendendo
questa definizione nel senso più ampio di progettazione del paesaggio, sia in
riferimento ad aree già esistenti, che di nuova realizzazione. In particolare
sarà esaminata la coerenza e le motivazioni delle scelte progettuali nei
confronti dell'inserimento paesaggistico e delle problematiche dell'ambiente
urbano e rurale.
VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI
NELLE ZONE AGRICOLE
Generalità
La valutazione
degli interventi nelle zone agricole
riveste grande importanza in un
ambito territoriale orientato, oltre all’ordinaria utilizzazione dei suoli per
interventi connessi alla normale conduzione agricola, anche al recupero del patrimonio
edilizio inutilizzato da riconvertire ad usi civili, in attuazione dei principi
introdotti con la Legge Regionale n.6/95 e
compatibilmente con i requisiti minimi di abitabilità
stabiliti dal regolamento edilizio vigente e conformemente alle N.T.A. di PRG.
Se da una parte si presenta
la necessità di recuperare quel patrimonio storico-tradizionale
destinato al completo abbandono, dall’altra è necessaria una riconversione di
quelle strutture edilizie di recente costruzione, in gran parte estranee alla
tipologia ricorrente nelle zone agricole.
Gli edifici rurali sono stati
infatti per lungo tempo oggetto di modifiche non rispettose
dell’impianto originario che, a differenza di quelle realizzate in autocostruzione dagli agricoltori fino a prima della
seconda guerra mondiale, hanno portato gravi danni al patrimonio ambientale e
paesaggistico. Tali danni sono da imputare in gran parte all’impiego di
tecniche costruttive e materiali assolutamente estranei al contesto
agricolo.
Per quanto
concerne il recupero degli edifici esistenti la C.E.
indica quale elemento predominante nella valutazione dei progetti la
salvaguardia degli elementi salienti dell’impianto tipologico e la coerenza
architettonica dei fronti e dei volumi.
In particolare si ribadisce
l’importanza del rispetto delle tipologie tipiche del territorio, limitando al
minimo inserimenti di elementi incongrui.
La progettazione del verde dovrà rispettare
l’impianto di specie ed essenze arboree e arbustive autoctone.
Nelle nuove
costruzioni in aree agricole sarà apprezzata una ricerca compositiva
e tipologica improntata alla revisione critica dei
modelli architettonici tipici dei luoghi e da una continuità nella scelta di
materiali e finiture recuperate nella gamma tradizionale.
L’eccessivo ricorso a porticati di forma atipica,
sproporzione tra superficie residenziale e destinata a servizi nei fabbricati ad uso promiscuo frammentazione
delle falde di copertura, saranno tutti elementi che
potranno concorrere ad una valutazione negativa del progetto.
Per contro, la ricerca di una semplicità
costruttiva e compositiva sarà valutata positivamente
in quanto di per sé consona alla sobrietà della
cultura architettonica contadina tradizionale.
VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI IN ZONE STORICHE (ZONA OMOGENEA “A”)
Generalità
La valutazione