ENTE
1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNANO
Al Comune di Pavullo sono legati - tramite la sottoscrizione di un’apposita Convenzione - i Comuni di Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Pievepelago, Polinago, Riolunato e Serramazzoni, che, a seguito di un lavoro di ricerca e di progettazione congiunta, e di un’esperienza triennale data dalla gestione di un Sistema integrato del Servizio Civile, hanno costituito a dicembre 2003 il Sistema integrato del Servizio Civile Volontario. Tale Sistema integrato prevede
- un Comitato tecnico composto dai Responsabili del Servizio Civile dei singoli Comuni;
- la figura del Coordinatore del Sistema integrato del Servizio Civile;
- la Conferenza dei Sindaci dei Comuni quale organo di indirizzo;
- l'individuazione del Comune di Pavullo nel Frignano quale Comune Capofila per i rapporti con l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile;
- l’incarico allo Studio Diathesis di Modena per la consulenza relativa alla costruzione e alla gestione del Sistema integrato del Servizio Civile.
2) Codice di accreditamento: NZ00304
3) Classe di iscrizione all’albo: 3
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto: Giovani insieme per un’esperienza educativa e di aggregazione 2
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
ASSISTENZA, PREVENZIONE EDUCAZIONE MINORI. Il settore e l’area prevalenti corrispondono al codice A 02
6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili:
IL CONTESTO DISTRETTUALE
Un territorio montano e molto ‘frazionato’
Il Distretto del Frignano comprende 10 Comuni della Provincia di Modena: i Comuni di Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Montecreto, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni, Sestola.
Il Distretto si estende su una superficie di circa 700 Kmq ed è situato nella parte centro meridionale della Provincia di Modena e si sviluppa su quote comprese tra i 200 metri sul livello del mare e oltre 2000 metri.
Gran parte della popolazione risulta insediata nell’ambito di un sistema di centri abitati medio-piccoli, di nuclei e di case sparse. L’area è infatti ricca di località, ancora abitate, pur se in alcuni casi da pochi nuclei familiari.
Sulla base del Censimento dell’anno 1991 risultavano abitate ben 121 località nella parte bassa del Frignano (Pavullo nel Frignano, Serramazzoni, Lama Mocogno, Polinago) e 105 nell’alto Frignano (Sestola, Fanano, Montecreto, Riolunato, Pievepelago, Fiumalbo).
I Comuni di Pavullo e Sestola possiedono la più alta percentuale di popolazione residente nel centro del capoluogo (rispettivamente il 53% ed il 48%, dati Istat 1991). La percentuale si attesta attorno al 40% per i Comuni di Montecreto, Pievepelago e Riolunato, e sotto il 40% per i Comuni di Fiumalbo, Serramazzoni, Polinago e Lama Mocogno.
Sempre sulla base dei dati relativi al 1991, il centro di Pavullo supera i 7000 abitanti, quello di Serramazzoni si attesta sui 2000 abitanti, quelli di Fanano, Sestola, Pievepelago e Lama Mocogno sui 1000 abitanti, mentre i centri abitati di Fiumalbo, Polinago e Riolunato contano circa 500 abitanti.
Il progressivo spopolamento dell'alto Frignano e i flussi migratori nella parte bassa del Frignano
Sulla base di dati al 31.12.2002 (dati forniti dal Servizio Statistiche della Provincia di Modena, espressi ancora come dati provvisori), la popolazione residente sul territorio del Distretto è di 38.162 abitanti, pari al 5,9% della popolazione provinciale totale, con una densità media pari a 54,5 abitanti per kmq. Quasi il 70% della popolazione risiede nella fascia più bassa del Distretto costituita dai Comuni di Serramazzoni, Pavullo, Lama Mocogno, Polinago.
Se si confrontano i dati rilevati relativamente all’anno 2002 con quelli censuari del 1991, si evidenzia un costante aumento della popolazione residente nel Distretto del Frignano nel suo complesso. L’incremento in valore assoluto della consistenza della popolazione si attesta su circa 3154 residenti nel periodo 1991-2002..
La crescita della popolazione tra il 1991 e il 2002, però, è da attribuirsi esclusivamente ai Comuni di Pavullo e Serramazzoni. Nei Comuni dell’alto Frignano, la popolazione ha invece continuato a diminuire, in misura più consistente nei Comuni di Fiumalbo, Riolunato e Montecreto.
L’incremento della popolazione in determinate aree del territorio è certamente legato al grado di diffusione e sviluppo delle attività economiche e quindi alle capacità del territorio di generare occupazione e reddito. La spinta demografica verso la fascia più bassa del territorio del Distretto è collegata alle opportunità di lavoro presenti sul territorio stesso, ma anche alle decisioni di insediamento di famiglie che hanno trovato occupazione presso strutture produttive collocate nel bacino ceramico o nell’industria agroalimentare del versante orientale della pedecollina.
Per quanto riguarda i flussi migratori negli ultimi 10 anni anche sul territorio del Frignano si è assistito ad un incremento dei flussi migratori in entrata che hanno determinato un saldo migratorio positivo di consistenza tale da superare il saldo naturale da lungo tempo costantemente negativo. I residenti di origine straniera sono aumentati costantemente nel periodo 1991/2000 e risultano concentrati per la maggior parte nei Comuni della fascia più bassa, in particolare a Serramazzoni e Pavullo.
Alti e crescenti indici di dipendenza dagli anziani e di vecchiaia
Al 31.12.2002 l’indice di vecchiaia e l’indice di dipendenza dagli anziani è, per tutti i Comuni, superiore al valore medio provinciale.
Anche nei Comuni dove è stato rilevato un incremento della popolazione legato al flusso migratorio e dove l’indice di dipendenza dagli anziani assume valori più bassi rispetto al restante territorio, si riscontra ugualmente un aumento di tale indice nel periodo 1991/2002.
Riscontriamo, comunque un’inversione di tendenza, rispetto ai dati del 2000, che vedevo un indice di dipendenza pari al 47.39 e un indice di vecchiaia pari al 289.77.
LA SITUAZIONE DEI GIOVANI
Per quanto concerne la situazione giovanile i principali nodi critici riguardano:
- il rischio dell'abbandono del territorio: chi studia o lavora in pianura, in particolare se proviene dall'alto Frignano, sceglie di abitare nella zona dello studio o del lavoro;
- il pendolarismo diffuso: chi, invece, studia o lavora in pianura e risiede nella parte bassa del Frignano tende a spostarsi tutti i giorni o più volte nella settimana;
- il rischio del 'totale assorbimento' dalle attività lavorative in ambito familiare (in particolare nell'alto Frignano dove sono presenti molte attività turistiche a conduzione familiare).
Queste situazioni comportano una ridotta partecipazione dei giovani alla vita della comunità, una consapevolezza limitata delle problematiche sociali del territorio e un impegno piuttosto circoscritto nel mondo del volontariato.
Questi aspetti critici sono stati messi in luce anche da una ricerca realizzata nel 2000 riguardante gli obiettori in Servizio Civile nei Comuni del Frignano negli anni 1994-1999. I dati raccolti indicavano che
- solo il 20% degli obiettori in Servizio Civile nei Comuni risiedeva nel Frignano (anche se la domanda dei giovani del luogo era in crescita),
- quasi il 70% di questi giovani lavorava prima di iniziare il Servizio Civile,
- solo il 10% dichiarava un impegno sociale.
IL CONTESTO SETTORIALE: ASSISTENZA, PREVENZIONE E EDUCAZIONE MINORI
Al 31.12.2002 la popolazione residente nel Distretto del Frignano con età inferiore ai 18 anni è di 5.434 unità, pari al 14,57% della popolazione totale.
Data la conformazione del territorio, molte famiglie si trovano ad abitare in zone isolate e lontane dai centri: esiste, perciò, la necessità di agevolare i bambini e gli adolescenti nella fruizione delle opportunità presenti sul territorio.
Negli ultimi anni, inoltre, è in aumento il numero di nuclei familiari di immigrati provenienti sia dal Sud Italia che da Paesi extracomunitari, con presenza al loro interno di minori: diventa quindi necessario prevedere l’attuazione di interventi volti a favorire l'integrazione di questi minori e delle loro famiglie nel tessuto sociale.
La crescita demografica riguarda, tuttavia, solo i territori del Basso Frignano, in particolari i Comuni di Pavullo nel Frignano e Serramazzoni; confrontati i dati con quanto riportato nei contesti dei singoli Comuni, vediamo, infatti, che la maggior parte della popolazione dai 0 ai 17 anni risiede in questi Comuni.
Per quanto riguarda il mondo della scuola e le esigenze di tutoraggio scolastico riportiamo alcuni dati riguardanti i minori immigrati e i minori disabili.
I minori immigrati inseriti all’interno delle istituzioni scolastiche -secondo l’ultimo dato disponibile che risale all’anno scolastico 1998/99- sono complessivamente 101, la maggior parte dei quali nelle scuole materne ed elementari.
In una fase in cui la scuola riesce con difficoltà ad avere insegnanti di sostegno e comunque non in numero sufficiente per realizzare progetti personalizzati, si pone il problema di sostenere l'integrazione scolastica e sociale dei bambini e dei ragazzi disabili.
Infine, per quanto riguarda i Servizi alla prima infanzia (0-3 anni), si è in presenza di un’offerta carente di asili nido e servizi integrativi che va sostenuta e potenziata.
CONTESTI SPECIFICI RELATIVI AI SINGOLI INTERVENTI
Aspetti significativi riguardanti il settore di assistenza, prevenzione ed educazione minori sul territorio del Comune di Pavullo nel Frignano
I giovani compresi nella fascia di età 0/17 anni erano, al 31/12/2002, pari a 2.583.
Il territorio è interessato da una forte crescita demografica caratterizzata dalla presenza di nuclei familiari con al loro interno minori in età prescolare e scolare. Ecco perché aumentando numericamente l’utenza dei servizi educativi e scolastici, aumenta anche percentualmente la presenza di varie problematiche legate all’infanzia e all’adolescenza, con espresso riferimento all’ambito educativo e scolastico.
I servizi educativi e la scuola rappresentano un ambiente privilegiato di attenzione e cura dei minori che si confrontano con una società in evoluzione, sempre meno in grado, a partire dalla sua dimensione minore, la famiglia, di sostenerli nella loro crescita e nel loro sviluppo psicofisico. Il disagio, il senso di inadeguatezza è ancora più profondo se si ha già di per sé un qualche svantaggio psicofisico.
Il bisogno da soddisfare è quello di garantire l’accesso e la fruizione dei servizi scolastici da parte della fascia più giovane della popolazione arricchendone l’offerta educativa, ricreativa, di socializzazione e di integrazione.
* Con riferimento all’area dei servizi educativi alla prima infanzia a Pavullo sono presenti:
- n. 2 asili nido, con un numero complessivo di 71 posti disponibili;
- n. 2 Centri Gioco per complessivi 28 bambini + accompagnatori adulti
- il progetto educativo ‘maternage’ per bambini in età 0/12 mesi e genitori
* Con riferimento agli interventi di integrazione scolastica di allievi in situazione di handicap si riportano di seguito alcuni dati descrittivi del contesto territoriale:
Questo Servizio, d’intesa con l’Azienda USL e le scuole interessate, ha potenziato e qualificato il servizio di integrazione scolastica presso le scuole del Comune di Pavullo. E’ stato inserito personale educativo assistenziale presso tutte le classi materne, elementari, medie inferiori e superiori, ove è presente un alunno portatore di handicap ed è invece stata confermata la presenza dei tutor presso le scuole superiori, secondo le indicazione dell’Azienda USL sulle necessità degli allievi.
nel corrente a.s. sono seguiti dal Servizio complessivamente nelle scuole di ogni ordine e grado n. 12 alunni con certificazione di handicap ai sensi della legge 104/92 residenti nel Comune di Pavullo, di cui n. 3 frequentanti gli Istituti Statali di Istruzione Superiore presenti.
Al momento, sono assicurate dall’Amministrazione comunale nel corrente a. s. n. 153 ore settimanali di educatore professionale;
E’ impegnato negli interventi sugli Istituti Superiori n. 1 tutor; all’esito del nuovo bando con scadenza 21 ottobre ’04, potrà essere impegnato un tutor, volontario del Servizio Civile presso un Istituto Superiore.
Per quanto riguarda, invece, il Servizio Sociale del Comune di Pavullo, siamo in presenza di interventi rivolti attualmente a minori con grave disagio sociale e alle loro famiglie con vari tipi di percorsi, che vedono coinvolti attori quali l’assistente sociale responsabile dei casi, la psicologa dell’Az. USL e l’educatore professionale.
Restano esclusi da detti percorsi, i casi meno eclatanti e gravi ed è proprio su questi casi che si intende intervenire, utilizzando una risorsa quale quella del volontario civile.
E’ intenzione del Servizio Sociale mettere in atto una serie di interventi finalizzati alla socializzazione, al supporto educativo e al sostegno scolastico verso quei minori la cui situazione è resa critica a causa di uno svantaggio di tipo economico.
Infatti ad oggi si interviene verso detti minori e le loro famiglie con interventi soprattutto di carattere economico (buoni spesa, contributi economici), ma spesso capita che, in famiglie in queste condizioni, sia necessario intervenire con un supporto più ampio, che offra un aiuto alla genitorialità e che favorisca un armonico sviluppo intellettivo, sociale ed emotivo del minore.
Il territorio del Comune di Pavullo n/F presenta una conformazione tale per cui, molte famiglie si trovano ad abitare in zone isolate e lontane dal centro, dunque emerge la necessità di agevolare i bambini e gli adolescenti nella fruizione del territorio e delle varie opportunità di crescita e di sviluppo che esso offre.
Aspetti significativi riguardanti il settore di assistenza, prevenzione ed educazione minori sul territorio del Comune di Lama Mocogno
Il Comune di Lama Mocogno ha una popolazione di poco superiore alle 3.000 unità distribuita su un territorio montano di Kmq 64.
Parte della popolazione risulta insediata in piccoli centri abitati e data la conformazione del territorio, molte famiglie si trovano in zone isolate e lontane dal Centro dove sono presenti i servizi, esiste perciò la necessità di agevolare i bambini e gli adolescenti nella fruizione delle opportunità di aggregazione e servizi rivolti ai minori.
Negli ultimi anni vi è anche un aumento di nuclei di immigrati provenienti da paese extracomunitari con presenza al loro interno di minori e risulta importante prevedere interventi volti a favorire la loro integrazione nel tessuto sociale.
La popolazione residente in età 0-18 anni è di 418 unità che frequentano i vari ordini di scuola ed i minori seguiti dal servizio n. 13.
La scuola attualmente riesce con difficoltà ad avere insegnanti di sostegno e comunque non in numero sufficiente per realizzare progetti personalizzati, si pone il problema di sostenere l’integrazione scolastica e sociale dei bambini e pertanto all’Ente pervengono richieste di figure di supporto per garantire la frequenza scolastica degli alunni in difficoltà di apprendimento.
Aspetti significativi riguardanti il settore di assistenza, prevenzione ed educazione minori sul territorio del Comune di Serramazzoni
Per quanto riguarda il Comune id Serramazzoni, il totale dei minori sulla popolazione al 31.12.12003 corrisponde a 1265, 674 maschi e 591 femmine, su un totale di 7420 persone residenti.
Il Servizio Sociale del Comune di Serramazzoni, attualmente interviene a favore di minori con grave disagio sociale, in totale n° 41 (al 31.12.2003), tramite progetti che, in relazione ai bisogni emersi, prevedono il coinvolgimento delle seguenti figure professionali: Assistente Sociale responsabile del caso, psicologa dell’Asl, operatori della neuropsichiatria infantile dell’ASL, Educatrice professionale, operatori del servizio di assistenza domiciliare.
Il Servizio Sociale prevede inoltre, la collaborazione con un’associazione di volontariato presente sul territorio che interagisce sia a favore dei minori sia delle famiglie.
L’Amministrazione Comunale ha inoltre attivato, in collaborazione con l’Assistente Sociale e l’Educatrice Professionale e un gruppo di adulti facente parte di un’Associazione di promozione sociale del territorio e la scuola media inferiore, un progetto rivolto ad un gruppo di adolescenti frequentanti le tre classi della suddetta scuola con l’obiettivo di aiutare i ragazzi ad acquisire un proprio metodo di studio e con un’attenzione specifica all’aspetto dell’affettività e dell’interazione personale, sia nel contesto interno di realizzazione del progetto che nel contesto esterno;
Negli ultimi anni sta aumentando in modo considerevole il numero di immigrati, per cui è necessario prevedere l’attuazione di interventi volti a favorire la loro integrazione nel tessuto sociale del Comune. Si intende far fronte:
* Alla carenza di servizi preposti alle attività ricreative e di socializzazione per la fascia di età oggetto del presente progetto.
* Alla necessità di predisporre percorsi individualizzati e/o di gruppo per i casi di bambini e adolescenti in carico al Servizio Sociale Comunale.
Attualmente, grazie all’impiego di una volontaria in Servizio Civile a fianco dell’educatrice, sono 20 i minori che partecipano ai progetti attivati dal Comune.
Aspetti significativi riguardanti il settore di assistenza, prevenzione ed educazione minori sul territorio del Comune di Fanano
Il Comune di Fanano presenta una popolazione che raggiunge i 2930 abitanti, con un’alta percentuale di persone anziane. Anche sul Comune di Fanano la percentuale degli anziani è molto alta; il territorio, inoltre, è tipicamente montano, Fanano è uno dei Comuni a ridosso del Monte Cimone. Oltre al centro, sono 7 le località su cui vive la popolazione del Comune, tra cui alcune abitazione isolate: le frazioni sono ubicate lontano dal centro, alcune in luoghi poco accessibili (in questi gironi una delle frazioni di Fanano, Fellicarolo, è anche rimasta isolata a causa di una frana, che è in continuo movimento). I minori che frequentano i vari ordini di scuole sono in tutto 103. Tra questi 2 minori portatori di handicap sono in carico ai Servizi Sociali: un bambino di anni 6 e una bambina di anni 11. A supporto dei suddetti bambini operano un’insegnante di sostegno e un’educatrice del Comune; per alcune ore settimanali i due minori sono affiancati da un obiettore di coscienza.
Aspetti significativi riguardanti il settore di assistenza, prevenzione ed educazione minori sul territorio dei Comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo
I comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo si caratterizzano come tre comuni di montagna (altitudine da 800 a 2165 slm), a sviluppo territoriale esteso e di difficile percorrenza, lontano dai centri maggiori, con una popolazione che non arriva complessivamente a 5000 abitanti, in prevalenza di età molto avanzata.
I bambini della scuola dell’obbligo dei tre comuni sono circa 300, in particolare 40 bambini vivono sulle frazioni più disagiate, tra cui tre alunni disabili. I Comuni si sono attivati in questi anni per garantire il trasporto scolastico e un particolare supporto agli alunni disabili nell’accompagnamento casa-scuola e durante l’orario scolastico. Presso l’Istituto Comprensivo, inoltre, i tre Comuni stanno attivando un Micronido intercomunale, un’esperienza molto particolare e quasi unica nel suo genere, per rispondere alle esigenze sottolineate dai genitori; i minori previsti al momento sono 14.
7) Obiettivi del progetto:
Obiettivi generali:
- Valorizzare i giovani in servizio civile volontario nei loro interessi, capacità, conoscenze attraverso una esperienza positiva dal punto di vista del servizio alle persone;
- far crescere attenzione e sensibilità nel mondo giovanile riguardo alle problematiche sociali del territorio e favorire tra i giovani una concreta assunzione di responsabilità rispetto ad esse;
- sperimentare interventi (innovativi o ad integrazione di azioni già attivate) che – grazie al contributo e all’iniziativa dei giovani in servizio civile – consentano di ‘gettare ponti’ tra servizi e territorio, al fine di favorire una più piena integrazione sociale delle persone svantaggiate;
- Fornire ai volontari un’occasione di conoscenza ed esperienza degli ambienti di lavoro e dei contesti operativi ove sperimentare e sviluppare i contenuti delle proprie personali attitudini e della propria formazione, consentendo loro l’acquisizione di crediti formativi spendibili per il loro futuro professionale negli stessi ambiti operativi dell’esperienza di volontariato.
Obiettivi settoriali:
- Favorire la fruizione del territorio e delle sue risorse da parte dei bambini e dei giovani;
- Creare un servizio di sostegno e supporto alla genitorialità;
- Favorire lo sviluppo armonico della personalità nei suoi aspetti cognitivi, emotivi, sociali ed espressivi in bambini, preadolescenti e adolescenti;
- Condividere i progetti educativi individuali e supportare gli operatori titolari dei servizi per la realizzazione di attività che facilitino la comunicazione, gli apprendimenti e la vita sociale;
- Garantire il più possibile l’accesso alla scuola dell’obbligo tutelando i bambini ed i ragazzi in carico al Servizio Sociale nei momenti in cui, pur al di fuori delle strutture scolastiche, sono sotto la responsabilità del servizio pubblico;
- Sostenere le Istituzioni scolastiche di grado superiore nella realizzazione di progettazioni individualizzate sul singolo studente in situazione di handicap al fine di migliorarne la integrazione scolastica e sociale, con particolare riferimento all’acquisizione di autonomie personali;
- Qualificare l’integrazione sociale e scolastica dei bambini affetti da problematiche presenti nel Comune con particolare attenzione ai disabili, stranieri, alunni con difficoltà di apprendimento e inserimento;
- Rafforzare il coordinamento degli interventi con le Istituzioni scolastiche, operatori socio/assistenziali Comunali e referenti ASL;
- dare continuità ai servizi comunali in atto e migliorarne l’offerta a favore dei bambini da zone disagiate e dei disabili in ambito scolastico;
- Avvio progetto micro-nido infantile 0\3 anni nei Comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo (prima esperienza del genere in Appennino).
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile:
L’intervento presso i Servizi Sociali del Comune di Pavullo nel Frignano
Il Comune di Pavullo intende offrire un’opportunità a un giovane, di età compresa fra i 18 e i 26 anni, residente nel territorio comunale, di compiere un’esperienza al servizio nella comunità in cui vive. Tale esperienza sarà accompagnata da un percorso formativo, che potrà consentire in futuro sbocchi professionali nel mondo del lavoro, negli ambiti che coinvolgono la l’infanzia e l’adolescenza.
Il territorio di Pavullo offre molte possibilità di aggregazione e di socializzazione per i minori e gli adolescenti, ma capita a volte che ci siano difficoltà materiali e culturali, che impediscono ai genitori di fare usufruire ai loro figli di queste risorse.
Con i volontari civili si intende dunque andare ad intervenire su questo tipo di utenza, aiutandola a sviluppare a pieno le proprie potenzialità e quelle offerte dal territorio in cui vivono.
Si prevede, per il volontario, l’attuazione di interventi in autonomia, dopo un primo affiancamento all’educatore del Servizio Sociale, questi interventi rimarranno comunque sempre sotto la supervisione dell’assistente sociale responsabile dei casi e del Responsabile del servizio Sociale.
Ruolo dei volontari:
1. supportare e affiancare l’educatore professionale addetto all’area minori presso il Servizio Sociale del Comune di Pavullo;
2. attuare degli interventi sia individuali che a piccoli gruppi per mettere in atto un percorso di sostegno scolastico;
3. attuare dei percorsi finalizzati alla socializzazione e alla fruizione del territorio da parte dei bambini e degli adolescenti individuati dal Servizio Sociale;
4. attuare dei percorsi di sostegno alla genitorialità.
L’intervento presso l’Asilo Nido Comunale e gli Istituti Superiori del Comune di Pavullo nel Frignano
Il Comune di Pavullo intende offrire ai propri giovani delle occasioni di esperienza e approfondimento dei servizi e delle attività presenti nella realtà educativa e scolastica del territorio mediante la partecipazione attiva ai moduli progettuali sinteticamente descritti di seguito:
- n. 2 giovani di supporto e collaborazione nelle attività educativo-didattiche per i bambini in età 0-3 anni frequentanti l’asilo nido comunale;
- n. 1 giovane di supporto agli operatori scolastici nei progetti di integrazione degli allievi residenti nel territorio che si trovino in situazione di handicap presso gli Istituti di Istruzione Superiore;
I volontari lavoreranno in costante contatto e collaborazione, con l’operatore locale di progetto, con gli altri operatori istituzionali coinvolti nei singoli moduli progettuali (educatori, insegnanti, etc). Saranno inoltre sempre supportati nello svolgimento delle attività loro assegnate, oltre che dai soggetti sopra individuati, anche dai coordinatori responsabili del progetto e dal personale comunale eventualmente necessario (Assistente sociale area minori, educatore professionale)
In particolare, a titolo esemplificativo, dovranno:
* con riferimento all’asilo nido:
- Supportare e affiancare le educatrici dell’asilo nido comunale del Comune di Pavullo;
Si prevede che il volontario possa essere affiancato a bambini in una condizione di qualche disagio psico-emotivo, che comunque non venga certificato come handicap. Le attività richieste saranno:
1° fase: - osservazione del bambino nei vari momenti di vita al nido dal distacco dai genitori, allo svolgimento delle attività ludiche ed educative, fino al ricongiungimento con i genitori; osservazione del bambino nelle sue relazioni con gli altri bambini e le figure adulte, educative e non;
2° fase: - elaborazione in accordo e collaborazione con le educatrici d’infanzia e con la coordinatrice pedagogica dei servizi comunali alla prima infanzia di un progetto di sostegno e di integrazione del bambino,
3° fase – svolgimento operativo del progetto mediante la predisposizione di mirate attività individuali e l’affiancamento del bambino nelle attività di gruppo;
4° fase (nonché fase trasversale all’intero svolgimento e di verifica conclusiva a fine anno scolastico) - monitoraggio dell’andamento del progetto sulla base dello sviluppo evolutivo del bambino.
Si evidenzia che il progetto prevede che al volontario vengano affidati compiti e attività da svolgere in autonomia, sebbene sempre con la collaborazione degli altri operatori e con la supervisione della coordinatrice pedagogica e dell’operatore locale di progetto.
Si segnala inoltre il carattere sperimentale e innovativo dello stesso poiché fino ad oggi non è mai stata inserita alcuna figura terza rispetto alle educatrici d’infanzia e poiché, in assenza di questi volontari, non verrebbe svolto, con la specificità sopra esplicitata, il percorso di osservazione, crescita e sostegno individualizzato sui bambini in condizione di disagio.
* Con riferimento al tutoraggio scolastico in favore degli alunni disabili presso le Scuole Superiori il volontario dovrà, a titolo esemplificativo:
- Supportare e affiancare gli insegnanti curriculari, gli insegnanti di sostegno e gli altri operatori comunque coinvolti nell’attuazione di progetti di integrazione scolastica di allievi delle scuole superiori di Pavullo in situazione di handicap
Il tutor facilita:
a) l’integrazione tra il percorso scolastico e le attività fuori dalla scuola;
b) l’apprendimento dello studente quando lo aiuta nei compiti domestici;
c) la partecipazione alle attività di laboratorio;
d) l’integrazione nella classe, nel gruppo dei pari, nelle situazioni culturali, sportive e ricreative del territorio.
Il tutor ha la funzione di motivare lo studente in situazione di handicap e può facilitare il superamento di situazioni difficili collegabili a problemi relazionali e affettivi.
I suoi compiti, all’interno della istituzione scolastica, sono definiti nel progetto redatto dal Consiglio di classe che ne valuta i risultati, durante le ordinarie riunioni di verifica periodica e finale del Piano Educativo individualizzato.
L’intervento presso i Servizi Sociali del Comune di Lama Mocogno e le scuole elementari “Ugolini” e il servizio scuola del Comune di Fanano
Si prevede l’impiego di un volontario in Servizio Civile a supporto dei servizi istituzioni presenti sul territorio e precisamente:
* Il volontario opererà presso le scuole dell’Infanzia sia in qualità di accompagnatore per il trasporto degli alunni, a supporto dell’insegnante di alunni in difficoltà durante l’orario scolastico e a domicilio unitamente alla figura professionale dell’educatore
* Presso le scuole superiori di Pavullo (in affiancamento a un minore in carico ai Servizi Sociali di Lama Mocogno) e presso le scuole elementari di Fanano (in affiancamento a due minori portatori di handicapin carico ai Servizi del Comune di Fanano) in qualità di tutor per alunno disabile, nelle ore scolastiche, nei pomeriggi previsti dal rientro scolastico, nelle gite, ecc..
* Durante il periodo estivo sarà inserito come figura di supporto nelle attività programmate dai servizi rivolti alla prima infanzia – Centro estivo – Centro Gioco.
L’intervento presso i Servizi Sociali del Comune di Serramazzoni
Si prevede l’impiego di un volontario in Servizio Civile a supporto degli operatori titolari dei progetti, di cui si diceva nel contesto, nello svolgimento di attività finalizzate all’acquisizione da parte dei minori interessati di abilità riguardanti l’area della comunicazione, degli apprendimenoi e della socializzazione. In particolare il volontario sarà impegnato in:
- attività di sostegno scolastico, denominata “Progetto Rinforzo”, che si svolge al pomeriggio ed è rivolta a minori con particolari problematiche di apprendimento e di relazione;
- supporto nelle ore scolastiche ad alcuni casi di minori in difficoltà;
- affiancamento ai volontari dell’associazione L’arco, che organizza attività ricreative rivolte a minori in collaborazione con il Comune;
- supporto nell’accesso ai servizi e alle strutture comunali da parte dei minori in carico e non.
Tramite l’ausilio di un volontario in Servizio Civile si prevede di supportare 20 minori per cui sono attivati progetti dal Servizio Sociale e 12 dei 288 minori che frequentano le scuole elementari, tramite un servizio di tutoraggio.
L’intervento presso l’Istituto Comprensivo di Pievepelago dei Comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo
Presso l’Istituto Comprensivo di Pievepelago si prevede l’impiego di 2 volontari in Servizio Civile nell’integrazione scolastica rivolta ad alunni con deficit, sia presso la scuola materna che elementare, durante l’orario scolastico, nel trasporto casa-scuola ed eventualmente durante la permanenza alla mensa, in collaborazione col personale specializzato. I volontari potranno anche essere di supporto al personale specializzato presso il nucleo di Micronido, con un ruolo di affiancamento agli operatori nelle attività.
Attività trasversali in cui saranno impiegati i volontari in Servizio Civile
In collegamento con quanto affrontato in occasione della formazione generale, si prevede il coinvolgimento dei volontari in Servizio Civile in un discorso generale di promozione del Servizio Civile Volontario sul territorio e di sensibilizzazione dei giovani e delle altre fasce della popolazione rispetto alle problematiche sociali che interessano il territorio stesso. In tal modo si vorrebbe
- coinvolgere i giovani perché conoscano maggiormente la realtà in cui vivono e perché l’esperienza di Servizio Civile, con gli interventi attivati, possa trovare un seguito nella risposta di altri giovani,
- coinvolgere l’intera popolazione, per una maggiore condivisione delle problematiche e dei Servizi presenti sul territorio e per favorire una presa in carico di queste problematiche di tutta la comunità, in un’ottica solidale e partecipativa.
Pertanto si prevedono momenti specifici in cui “pensare la promozione” assieme ai volontari stessi; alcune delle iniziative in cui saranno probabilmente coinvolti potranno essere:
- elaborazione di articoli da inserire nei giornali locali e di pagine web per i siti Internet del territorio;
- partecipazione agli incontri previsti con le classi III e IV delle scuole del territorio, all’interno del progetto “Giovani all’arrembaggio: alla scoperta del mondo della solidarietà”, e con le classi V, all’interno di un’iniziativa informativa sul Servizio Civile Volontario;
- partecipazione agli Info Point sul Servizio Civile, organizzati in occasione dell’uscita dei bandi presso Informagiovani, biblioteche e luoghi frequentati dai giovani;
- organizzazione di feste a tema;
- produzione di volantini, depliant o guide personalizzate;
- ….
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
Comune
sede di realizzazione |
Sede di assegnazione |
Sedi di attuazione del progetto |
Numero volontari |
| Pavullo Polinago |
Comune di Pavullo |
Servizi Sociali/area minori – Comune di Pavullo nel Frignano |
1 |
| Fanano |
Comune di Fanano |
Scuola elementare “Ugolini” - Fanano |
1 |
| Lama Mocogno |
Comune di
Lama Mocogno |
Servizi Sociali/area minori – Comune di Lama Mocogno |
1 |
| Pavullo nel Frignano |
Comune di Pavullo nel Frignano |
Unità operativa Asilo nido “Tonini” |
2 |
| Pavullo nel Frignano |
Comune di Pavullo nel Frignano |
Istituto Superiore Cavazzi
Istituto Superiore Marconi |
2 |
| Serramazzoni |
Comune di Serramazzoni |
Servizi Sociali/area minori – Comune di Serramazzoni |
1 |
Pievepelago,
Riolunato,
Fiumalbo |
Comune di Riolunato – gestione associata Comuni di Riolunato, Pievepelago, Fiumalbo |
Istituto Comprensivo di Pievepelago |
2 |
TOTALE POSTI |
10 |
10) Numero posti con vitto e alloggio: 1
Si prevede l’erogazione del vitto e dell’alloggio per l’intervento da attivarsi presso il Comune di Fanano; questo Comune, infatti risulta decentrato rispetto ai Comuni del basso Frignano o ai Comuni di Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato; è anche a circa 30 km dal Comune della pianura più vicino (Vignola). Pertanto, fornire il vitto e l’alloggio può consentire a giovani, anche non di Fanano, quindi residenti troppo lontano per potersi recare tutti i giorni sul luogo di servizio, di partecipare al progetto. Inoltre, essendo il progetto a carattere distrettuale, un giovane che non fosse selezionato per un posto su un altro Comune, ma volesse svolgere l’esperienza comunque, anche su posti eventualmente non assegnati, potrebbe decidere con più serenità di andare proprio a Fanano.
11) Numero posti senza vitto e alloggio: 0
12) Numero posti con solo vitto: 9
I posti con solo vitto sono previsti per i Comuni di Lama Mocogno e Serramazzoni: in questi Comuni è stato pensato di fornire il servizio di vitto per consentire a quei giovani che non sono residenti nel Comune, ma che vengono da Comuni vicini, in virtù della distrettualità del progetto, di scegliere con più tranquillità anche un posto su un altro Comune. Inoltre, i percorsi previsti su Serramazzoni e Lama Mocogno prevedono da un lato il rientro pomeridiano (quindi il volontario sarebbe, in alcuni casi, in servizio al mattino e al pomeriggio) e dall’altro l’erogazione dei pasti a domicilio a persone anziane (nel momento del pasto, il volontario sarebbe, in alcuni casi, in servizio).
Presso i Comuni di Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo sono inoltre previsti posti con solo vitto qualora l’articolazione oraria settimanale richiedesse rientri pomeridiani o un orario spezzato, derivante dalle esigenze degli utenti.
Al momento è previsto l’utilizzo del volontario al mattino nei progetti presso le scuole e l’Asilo Nido di Pavullo e l’Istituto Comprensivo di Pievepelago e al pomeriggio per il volontario sul progetto dei servizi sociali di Pavullo.
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
- 25 ore settimanali presso i Comuni d i Pavullo nel Frignano, Fanano, Pievepelago, Riolunato, Fiumalbo, Serramazzoni;
- monte ore annuo di 1200 presso il Comune di Lama Mocogno.
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
- 5 presso i Servizi Sociali dei Comuni di Pavullo nel Frignano, Serramazzoni, Lama Mocogno, presso le scuole “Ugolini” di Fanano e presso l’Istituto Comprensivo di Pievepelago;
- il servizio potrebbe articolarsi su 6 giorni presso le scuole Superiori di Pavullo nel Frignano a seconda della programmazione scolastica.
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: nessuno
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:
| N. |
Ente presso il quale si realizza il progetto ed a cui indirizzare le domande |
Comune |
Indirizzo |
Cod. id. sede |
N. vol. per se-de |
Telefono sede |
Personale di riferimento (cognome e nome) |
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto |
| Cognome e nome |
Data di nascita |
| 1 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
VIA GIARDINI 16 |
2 |
1 |
0536-29947 |
BASTAI ANNA MARIA |
CHIAPPELLI ALESSANDRA |
03/06/1967 |
| 2 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
FANANO |
VIA ABA’ 253 |
1 |
1 |
0536-68395 |
SVELTI PAOLA |
TAGLIANI DEANNA |
28/02/1956 |
| 3 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
LAMA MOCOGNO |
VIA XXIV MAGGIO 31 |
2 |
1 |
0536-44066 |
MELCHIORRI ISELLA |
PELAEZ CURRASCO JULIA |
28/07/1966 |
| 4 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
PAVULLO NEL FRIGNANO |
VIA TORRICELLA 5 |
1 |
2 |
0536-20164 |
DE RUBEIS PAOLA
LOLLI GIOVANNA
SILVESTRINI ILVA
|
BALESTRI GIOVANNA |
30/05/1961 |
| 5 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
PAVULLO NEL FRIGNANO |
VIA MATTEOTTI 4 /6 |
1 |
1 |
0536-325589
0536-21588
|
DE RUBEIS PAOLA |
ROMANI SABINA |
01/10/1973 |
| 6 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
SERRA-MAZZONI |
PIAZZA TASSO 5 |
2 |
1 |
0536-950272 |
LORENZI GRAZIANA
CARTA VANNA
|
SARTI PATRIZIA |
24/11/1976 |
| 7 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
PIEVEPELAGO |
VIALE FERRARI 1 |
1 |
2 |
0536-71302 |
MEROLA RACHELE |
PASQUESI GIULIANO |
21/02/1958 |
17) Specificare se il progetto prevede o meno l’impiego di tutor: No
18) Strumenti e modalità di pubblicizzazione del progetto:
- Progetto di promozione del volontariato giovanile denominato "Giovani all’arrembaggio: alla scoperta del mondo della solidarietà": si tratta di un intervento promosso dal Coordinamento dei Comuni del Frignano per il Servizio Civile, dalla Consulta del Volontariato e dal Coordinamento Pianeta Anziani di Pavullo del Frignano e dal Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Modena.
L'intervento prevede l'effettuazione di percorsi di servizio degli studenti che frequentano gli Istituti superiori di Pavullo e di Pievepelago all'interno di associazioni di volontariato e centri comunali del Frignano. L'esperienza procura un credito formativo agli studenti e costituisce un importante veicolo di informazione e prima sperimentazione di interventi che i giovani potranno svolgere in futuro, scegliendo il Servizio Civile Volontario nei Comuni.
- Campagna promozionale in collaborazione con il CESC (Coordinamento Enti Servizio Civile) della provincia di Modena, con le sedi locali dell’Informagiovani e con lo sportello del Centro di Servizio per il Volontariato.
- Presenza all'interno dei siti Internet più visitati del Frignano.
- Spedizione di lettere informative presso il domicilio dei giovani 18/26 anni residenti.
- Serate informative organizzate assieme a soggetti del territorio che hanno contatti con i giovani (associazioni sportive, associazioni di volontariato, parrocchie, circoli culturali, bar, discoteche, …).
19) Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari:
nessun criterio autonomo aggiuntivo rispetto a quelli previsti dall'UNSC con la determinazione del 30 maggio 2002.
20) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): no
21) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto:
Il monitoraggio del progetto si svolge all'interno di diversi momenti di lavoro:
* valutazione del raggiungimento degli obiettivi del progetto che abbiamo definito "settoriali":
I volontari saranno costantemente monitorati e supportati dalle equipe dei Servizi Sociali e Scolastici e saranno coinvolti i coordinatori responsabili del progetto, le assistenti sociali e gli educatori professionali
Si svolgerà in modi differenti presso le singole sedi, tenendo presente le seguenti indicazioni:
1. Valutazione dello stato di soddisfacimento dei volontari attraverso incontri periodici con l’equipe del Servizio Sociale ed eventualmente la somministrazione di questionari:
- percezioni del volontario sull’utilità del percorso formativo per sé e per l’utente;
- sondare il senso di autoefficacia del volontario rispetto agli esiti del progetto;
- sondare punti di forza e di criticità esperiti dal volontario nella conduzione del progetto;
2. valutazione del numero e del grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati, attraverso:
- incontri periodici (a seconda delle sedi gli incontri si terranno o quotidianamente o settimanalmente o a cadenza quindicinale e mensile) con l’equipe del Servizio Sociale, con i rappresentanti degli insegnanti delle scuole coinvolte e i le Associazioni di Volontariato;
- compilazione di schede- dati relative alle attività ed al n. di utenti.
INDICATORI QUALITATIVI:
- Integrazione con il gruppo dei pari;
- Evoluzione dell’andamento scolastico in generale.
INDICATORI QUANTITATIVI:
- n. utenti coinvolti nelle diverse attività;
- n. medio di partecipanti alle diverse attività;
- n. percorsi individuali attivati;
- n. percorsi di piccolo gruppo attivati;
- n. di progetti di supporto alla genitorialità attivati.
3. Valutazione del grado di soddisfazione dell’utenza coinvolta.
4. Questionari di rilevazione del gradimento per insegnanti, alunni e volontari nei progetti presso le scuole.
5. Discussione del “ diario di bordo”, strumento che il volontaria provvederà a mantenere aggiornato durante il servizio.
* rielaborazione e valutazione dell’esperienza svolta dai volontari:
- incontri mensili e colloqui periodici con il Coordinatore del Sistema integrato del Servizio Civile.
* coordinamento e al monitoraggio del funzionamento dell'intero Sistema integrato del Servizio Civile:
- incontri mensili del Comitato tecnico del Sistema integrato composto dal personale di riferimento e dal Coordinatore del Sistema integrato.
22) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): no
23) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Si ritengono requisiti preferenziali:
o possesso della patente di tipo “B”.
o una certa flessibilità riguardo all’orario di servizio.
24) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto:
o Comuni di Pavullo nel Frignano, Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni: 21840 euro per consulenza relativa alla gestione del Sistema integrato del Servizio Civile;
25) Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto rivestito dagli stessi all’interno del progetto:
Associazione di promozione sociale e culturale L’Arco di Serramazzoni
26) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
- Autovettura dei Servizi Sociali;
- Computer
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISITE
27) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Nessuno al momento
28) Eventuali tirocini riconosciuti:
Nessuno al momento
29) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Secondo la legge Regionale n.20 del 2003, la Regione EmiliaRomagna riconosce il Servizio Civile come un’esperienza formativa, a cui viene assegnato un punteggio in sede di concorsi pubblici.
Formazione generale dei volontari
30) Sede di realizzazione: Locali del Comune di Pavullo nel Frignano
31) Modalità di attuazione:in proprio
Si prevede un incontro mensile della durata di tre ore presso il Comune di Pavullo nel Frignano, a cura dei formatori dello Studio Diathesis di Modena, che ha in carico la consulenza e il coordinamento del Sistema Integrato del Servizio Civile Volontario nei Comuni di Pavullo nel Frignano, Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni (si veda il mod. Form).
Si prevedono, inoltre, colloqui individuali tra il formatore e i volontari per approfondire le situazioni di ognuno.
32) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: no
33) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Si prevede, oltre all’attivazione di momenti formativi caratterizzati da lezioni frontali, l’utilizzo di una metodologia attiva, che coinvolga i volontari a partire dalla loro esperienza personale, tramite attività, quali il confronto in gruppo, l’analisi di caso, il role playing, griglie per l’analisi delle situazioni, ecc.. Si prevede, inoltre,
- la predisposizione di materiale di approfondimento inerente i temi trattati;
- l’ausilio di altri materiali, quali videocassette, CD-Rom, ecc..;
il coinvolgimento di esperti e di testimoni significativi
34) Contenuti della formazione:
- Nozioni generali sui diritti e i doveri dei cittadini, dall’esame degli articoli 2, 3 e 52 della Costituzione;
- Origine del Servizio Civile, valori fondanti, la difesa della Patria come diritto-dovere costituzionale, i vari modelli e forme di difesa, i diritti umani;
- La legge 6 marzo 2001, n. 64: le finalità e i principi alla base dell’Istituzione del Servizio Civile Nazionale; obblighi e diritti di enti e volontari;
- Cittadinanza attiva e responsabile, le diverse forme di partecipazione democratica, civile e politica alla vita della società (i suoi luoghi e strumenti), analisi dei meccanismi che generano violenza ed emarginazione;
- Il volontario e i suoi rapporti con gli altri nell’ambito del servizio: analisi dell’ingresso in servizio, novità, difficoltà, inquadramento del ruolo, la relazione con i destinatari del servizio e con gli altri operatori;
- Le modalità di lavoro per progetti, il lavoro di gruppo e le tecniche di comunicazione;
35) Durata: 36 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
36) Sede di realizzazione:
o Presso le sedi del Comune di Pavullo nel Frignano, del Comune di Lama Mocogno, del Comune di Serramazzoni, del Comune di Fanano, dei Comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo;
o Unità operativa asilo nido “Tonini”;
o Istituto Statale di Istruzione Superiore “Cavazzi – Sorbelli”;
o Istituto Statale di Istruzione Superiore “Marconi;
o Istituto Comprensivo di Pievepelago.
37) Modalità di attuazione:
- Partecipazione a seminari e/o corsi di formazione indirizzati agli operatori del Servizio Sociale;
- partecipazione ai collettivi periodici degli operatori e degli educatori;
- colloqui periodici con gli educatori e gli operatori impegnati sugli stessi casi.
- Partecipazione ad una selezione di iniziative inserite nel programma annuale di formazione degli educatori o degli operatori;
- Partecipazione agli incontri periodici di programmazione e verifica ai fini della realizzazione ed attuazione del piano educativo individualizzato
- Incontri periodici di confronto con gli altri operatori scolastici (insegnanti di sostegno e curriculari) impegnati sulle stesse classi di intervento
- Partecipazione programmazione scolastica di attività
38) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
1) Alessandra Chiappelli, nata a Modena il 03/06/1967 e residente a Guiglia (Mo);
2) Romani Sabina, nata a Pavullo nel Frignano, il 01/10/1973 e residente a Pavullo nel Frignano, via Turati, 10;
3) Pelaez Currasco Julia, nata in Perù, il 28/07/1966, residente a Riolunato, via Fontana Buona 6;
4) Sarti Patrizia, nata a Bologna, il 24/11/1976, residente a Fanano;
5) Tagliani Deanna, nata a Fanano, il 28/02/1956, residente a Fanano, via Bailevra 34;
6) Balestri Giovanna, nata il 30/05/1961;
7) Pasquesi Giuliano, nato a Pievepelago, il 21/02/1958 e Begliomini Elena, nata a San Marcello Pistoiese, il 30/09/1976, residente a Cutigliano, via del Sestaione, 76.
39) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Qualifica degli operatori di cui al punto 38):
1) Coordinatore Area Infanzia – Adolescenza – Stranieri del Comune di Pavullo nel Frignano;
2) Educatrice Professionale del Comune di Pavullo nel Frignano;
3) Assistente sociale del Comune di Lama Mocogno;
4) Assistente sociale del Comune di Serramazzoni;
5) Responsabile Servizio Scuola – Comune di Fanano;
6) Educatrice Professionale del Comune di Pavullo nel Frignano;
7) Rsponsabile Servizi Sociali, Scuola e Cultura e Assistente sociale dei Comuni di Fiumalbo, Pievepelago e Riolunato
40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
- Letture specifiche e dispense;
- Colloqui periodici individuali;
- Partecipazione incontri collettivi
- Partecipazioni laboratori con esperti
- Partecipazione riunioni equipe di intervento,
- Consultazioni Internet
41) Contenuti della formazione:
- esperienza di progettazione ed attuazione di interventi assistenziali e di sostegno sociale;
- esperienza su dinamiche relazionali interpersonali e gestione di conflittualità o criticità di rapporto;
- esperienza di tecniche di animazione.
- nozioni e contenuti pedagogici sui servizi educativi alla prima infanzia, fonti normative e organizzazione locale del sistema;
- nozioni e contenuti dell’integrazione scolastica dell’handicap, fonti normative e organizzazione locale del sistema.
- nozioni generali sull’apparato amministrativo dell’Ente Locale
- nozioni sul sistema integrato dei servizi socio-sanitario, normative e organizzazione locale del sistema
- lezioni teoriche per fornire le conoscenze di base sulle principali semantiche inerenti: la relazione di aiuto, la relazione educativa e la relazione riabilitativa
- affiancamento agli operatori per la conoscenza degli utenti e del territorio
- formazione costante tramite la partecipazione all’equipe psico-sociale
42) Durata: Minimo di 48 ore, distribuite sui dodici mesi di servizio
Altri elementi della formazione
43) Risorse finanziarie investite destinate in modo specifico alla formazione sia generale, che specifica:
- Vedi punto 24)
44) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
- Supervisione da parte dei responsabili e degli Operatori Locali di Progetto;
- Incontri d’equipe periodici;
- Somministrazione di questionari per un’autovalutazione ed elaborazione di relazioni da parte dei volontari;
- Colloqui individuali;
28.9.2004
IL PROGETTISTA
IL RESPONSABILE DEL
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE