ENTE
1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNANO
Al Comune di Pavullo sono legati - tramite la sottoscrizione di un’apposita convenzione - i Comuni di Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Pievepelago, Polinago, Riolunato e Serramazzoni, che, a seguito di un lavoro di ricerca e di progettazione congiunta, e di un’esperienza triennale data dalla gestione di un Sistema integrato del Servizio Civile, hanno costituito a dicembre 2003 il Sistema integrato del Servizio Civile Volontario. Tale Sistema integrato prevede
- un Comitato tecnico composto dai Responsabili del Servizio Civile dei singoli Comuni;
- la figura del Coordinatore del Sistema integrato del Servizio Civile;
- la Conferenza dei Sindaci dei Comuni quale organo di indirizzo;
- l'individuazione del Comune di Pavullo nel Frignano quale Comune Capofila per i rapporti con l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile;
- l’incarico allo Studio Diathesis di Modena per la consulenza relativa alla costruzione e alla gestione del Sistema integrato del Servizio Civile.
2) Codice di accreditamento: NZ00304
3) Classe di iscrizione all’albo: 3
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto: Giovani e anziani: due mondi lontani in comunicazione 2
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
ASSISTENZA ANZIANI E DISABILI ADULTI: A 06
6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili:
IL CONTESTO DISTRETTUALE
Un territorio montano e molto ‘frazionato’
Il Distretto del Frignano comprende 10 Comuni della Provincia di Modena: i Comuni di Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Montecreto, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni, Sestola.
Il Distretto si estende su una superficie di circa 700 Kmq ed è situato nella parte centro meridionale della Provincia di Modena e si sviluppa su quote comprese tra i 200 metri sul livello del mare e oltre 2000 metri.
Gran parte della popolazione risulta insediata nell’ambito di un sistema di centri abitati medio -piccoli, di nuclei e di case sparse. L’area è infatti ricca di località, ancora abitate, pur se in alcuni casi da pochi nuclei familiari.
Sulla base del Censimento dell’anno 1991 risultavano abitate ben 121 località nella parte bassa del Frignano (Pavullo nel Frignano, Serramazzoni, Lama Mocogno, Polinago) e 105 nell’alto Frignano (Sestola, Fanano, Montecreto, Riolunato, Pievepelago, Fiumalbo).
I Comuni di Pavullo e Sestola possiedono la più alta percentuale di popolazione residente nel centro del capoluogo (rispettivamente il 53% ed il 48%, dati Istat 1991). La percentuale si attesta attorno al 40% per i Comuni di Montecreto, Pievepelago e Riolunato, e sotto il 40% per i Comuni di Fiumalbo, Serramazzoni, Polinago e Lama Mocogno.
Sempre sulla base dei dati relativi al 1991, il centro di Pavullo supera i 7000 abitanti, quello di Serramazzoni si attesta sui 2000 abitanti, quelli di Fanano, Sestola, Pievepelago e Lama Mocogno sui 1000 abitanti, mentre i centri abitati di Fiumalbo, Polinago e Riolunato contano circa 500 abitanti.
Il progressivo spopolamento dell'alto Frignano e i flussi migratori nella parte bassa del Frignano
Sulla base di dati al 31.12.2002 , la popolazione residente sul territorio del Distretto è di 38.162 abitanti, pari al 5,9% della popolazione provinciale totale, con una densità media pari a 54,5 abitanti per kmq. Quasi il 70% della popolazione risiede nella fascia più bassa del Distretto costituita dai Comuni di Serramazzoni, Pavullo, Lama Mocogno, Polinago.
Se si confrontano i dati rilevati relativamente all’anno 2002 con quelli censuari del 1991, si evidenzia un costante aumento della popolazione residente nel Distretto del Frignano nel suo complesso. L’incremento in valore assoluto della consistenza della popolazione si attesta su circa 3154 residenti nel periodo 1991-2002.
La crescita della popolazione tra il 1991 e il 2002, però, è da attribuirsi esclusivamente ai Comuni di Pavullo e Serramazzoni. Nei Comuni dell’alto Frignano, la popolazione ha invece continuato a diminuire, in misura più consistente nei Comuni di Fiumalbo, Riolunato e Montecreto.
L’incremento della popolazione in determinate aree del territorio è certamente legato al grado di diffusione e sviluppo delle attività economiche e quindi alle capacità del territorio di generare occupazione e reddito. La spinta demografica verso la fascia più bassa del territorio del Distretto è collegata alle opportunità di lavoro presenti sul territorio stesso, ma anche alle decisioni di insediamento di famiglie che hanno trovato occupazione presso strutture produttive collocate nel bacino ceramico o nell’industria agroalimentare del versante orientale della pedecollina.
Per quanto riguarda i flussi migratori negli ultimi 10 anni anche sul territorio del Frignano si è assistito ad un incremento dei flussi migratori in entrata che hanno determinato un saldo migratorio positivo di consistenza tale da superare il saldo naturale da lungo tempo costantemente negativo. I residenti di origine straniera sono aumentati costantemente nel periodo 1991/2000 e risultano concentrati per la maggior parte nei Comuni della fascia più bassa, in particolare a Serramazzoni e Pavullo.
LA SITUAZIONE DEI GIOVANI
Per quanto concerne la situazione giovanile i principali nodi critici riguardano:
- il rischio dell'abbandono del territorio: chi studia o lavora in pianura, in particolare se proviene dall'alto Frignano, sceglie di abitare nella zona dello studio o del lavoro;
- il pendolarismo diffuso: chi, invece, studia o lavora in pianura e risiede nella parte bassa del Frignano tende a spostarsi tutti i giorni o più volte nella settimana;
- il rischio del 'totale assorbimento' dalle attività lavorative in ambito familiare (in particolare nell'alto Frignano dove sono presenti molte attività turistiche a conduzione familiare).
Queste situazioni comportano una ridotta partecipazione dei giovani alla vita della comunità, una consapevolezza limitata delle problematiche sociali del territorio e un impegno piuttosto circoscritto nel mondo del volontariato.
Questi aspetti critici sono stati messi in luce anche da una ricerca realizzata nel 2000 riguardante gli obiettori in Servizio Civile nei Comuni del Frignano negli anni 1994-1999. I dati raccolti indicavano che
- solo il 20% degli obiettori in Servizio Civile nei Comuni risiedeva nel Frignano (anche se la domanda dei giovani del luogo era in crescita),
- quasi il 70% di questi giovani lavorava prima di iniziare il Servizio Civile,
- solo il 10% dichiarava un impegno sociale.
CONTESTO SETTORIALE: ASSISTENZA ANZIANI E DISABILI ADULTI
Gli indicatori demografici prima citati evidenziano quale tratto distintivo della popolazione del Distretto del Frignano l’alto indice di vecchiaia, superiore alla media provinciale.
Al 31.12.2002 i dati relativi alla popolazione anziana, scorporata per classi di età, rispetto alla popolazione residente sono i seguenti:
| Distretto del Frignano |
65 e più |
75 e più |
80 e più |
| valori assoluti |
9274 |
4732 |
2591 |
| % su popolazione totale |
24,9 |
12,7 |
6,95 |
Allo stesso tempo il territorio è caratterizzato da una situazione geomorfologica tale per cui molti anziani abitano in zone isolate e lontane dai centri abitati, il che rende più difficoltosa l'assistenza domiciliare e la possibilità per gli anziani di fruire delle varie opportunità ricreative e di socializzazione presenti sul territorio.
Alti e crescenti indici di dipendenza dagli anziani e di vecchiaia
Al 31.12.2002 l’indice di vecchiaia e l’indice di dipendenza dagli anziani è, per tutti i Comuni, superiore al valore medio provinciale.
Anche nei Comuni dove è stato rilevato un incremento della popolazione legato al flusso migratorio e dove l’indice di dipendenza dagli anziani assume valori più bassi rispetto al restante territorio, si riscontra ugualmente un aumento di tale indice nel periodo 1991/2000.
| |
Indice dip. anziani |
Indice di vecchiaia |
| Comuni del Frignano |
39.37 |
194.93 |
| Valore provincia di Modena |
30.80 |
157.23 |
Riscontriamo, comunque, un’inversione di tendenza, rispetto ai dati del 2000, che vedevano un indice di dipendenza pari al 47.39 e un indice di vecchiaia pari al 289.77.
CONTESTI SPECIFICI RELATIVI AI SINGOLI COMUNI
La situazione delle persone anziane e disabili adulte e gli interventi attivati dai Servizi Comunali sul territorio di Pavullo nel Frignano
Il territorio del Comune di Pavullo n/F presenta una conformazione tale per cui, molte persone si trovano ad abitare in zone isolate e lontane dal centro, inoltre esiste una popolazione anziana con problemi di autosufficienza e molti disabili, le cui famiglie necessitano di interventi di sostegno per gestire numerose problematiche, dunque emerge la necessità di agevolare gli anziani ed i disabili nella fruizione del territorio e delle varie opportunità ricreative e di socializzazione che esso offre, predisponendo percorsi individualizzati per i casi di anziani e disabili in carico al Servizio Sociale Comunale.
Il rafforzamento e lo sviluppo, quindi, dell’intervento socio-assistenziale a favore della popolazione anziana parzialmente o totalmente non autosufficiente rappresenta un obiettivo primario dell’attività comunale.
Il programma si realizza valorizzando al massimo la pluralità e la diversificazione dei servizi.
L’obiettivo è quello, partendo dalla specificità dei bisogni della popolazione anziana, di assicurare la migliore continuità assistenziale all’utenza e la diversificazione dei servizi.
I servizi presenti sul territorio si inseriscono nella più ampia rete di protezione socio – sanitaria attivata per rispondere alle molteplici esigenze a favore della popolazione anziana.
La popolazione utrasessantacinquenne, residente nel Comune di Pavullo, al 31/12/2002 era pari a 3.312.
Nel corso dell’anno 2003 il Servizio Sociale ha erogato i seguenti servizi, agli utenti disabili ed anziani residenti sul territorio comunale:
- Assistenza Domiciliare area anziani: n. 15 nuclei familiari, per un tot. di 2.500 ore annue;
- Assistenza Domiciliare area handicap: n. 17 nuclei familiari, per un tot. di 4.400 ore annue;
- Centro Socio - Riabilitativo “Bucaneve 1”: n. 9 utenti frequentanti;
- Laboratorio “Triangolo”: n. 12 utenti frequentanti;
- Laboratorio “All’Opera”: n. 6 utenti frequentanti;
- sostegno economico continuativo e/o una tantum;
- sevizio di telesoccorso e telecompagnia;
- centro servizi fili d’argento composto da nucleo protetto per anziani non autosufficienti, casa albergo per anziani autosufficienti e centro diurno per anziani auto e non autosufficienti (Nel corso del 2003 gli anziani iscritti al Centro diurno sono stati 10)
- assegno di cura;
- attività ricreative per la gestione del tempo libero;
- trasporti per cure termali.
La situazione delle persone anziane e disabili adulte e gli interventi attivati dai Servizi Comunali sul territorio di Serramazzoni
Il Comune di Serramazzoni è il primo contrafforte tra la pianura e la montagna della provincia Modenese. Fa parte della Comunità montana del Frignano e comprende un territorio molto vasto. I centri abitati sono organizzati, oltre che sul capoluogo, che conta circa 2300 abitanti, su undici località/frazioni, ognuna con proprie caratteristiche storiche e infrastrutturali. Queste località contano dai 900 ai 70 abitanti. La popolazione residente è di 7420 unità e le persone con più di 65 anni sono 1370. Di queste sono 460 (pari circa a 1/3 del totale degli ultra sessantacinquenni) le persone che vivono sole, in nuclei monofamiliari,.
La maggior parte degli anziani untrasessantacinquenni residenti nel Comune di Serramazzoni vivono nelle frazioni: sono ben 887 le persone anziane che vivono nelle frazioni, cioè i 2/3 del totale degli anziani.
Il Comune di Serramazzoni ha attivato il servizio di assistenza domiciliare agli inizi del 1996 con l’assunzione di un operatore socio-assistenziale; negli anni successivi il servizio è stato progressivamente potenziato e strutturato, diventando un punto di riferimento solido per la popolazione anziana. Attualmente vi operano: un’assistente sociale, una responsabile attività assistenziali, tre operatrici socio-assistenziali, quattro obiettori di coscienza. Ad oggi sono seguiti dal servizio di assistenza domiciliare 44 utenti, di cui 15 residenti nel capoluogo e 26 residenti nelle frazioni. L’obiettivo primario che ha perseguito il servizio in questi anni è stato quello di lavorare per favorire la permanenza a domicilio dell’anziano sia esso solo che inserito in un contesto famigliare, evitando il più possibile l’istituzionalizzazione.
Il personale occupato nel servizio organizza e gestisce appositi progetti individualizzati di cura agli anziani ed è affiancato dagli obiettori per attività di socializzazione e mantenimento delle abilità residue.
La situazione delle persone anziane e disabili adulte e gli interventi attivati dai Servizi Comunali sul territorio di Lama Mocogno
Il Comune di Lama Mocogno, attraverso il servizio sociale, predispone interventi socio assistenziali rivolti alle persone anziane e adulti disabili al fine di favorire l’autonomia sociale e la permanenza nella propria abitazione.
I servizi sopra esposti vengono garantiti dal personale assistenziale (OSA) Comunale, le iniziative di socializzazione sono in parte promosse da Associazioni di volontariato con la partecipazione del Comune.
Al fine di dare maggiori opportunità agli anziani che risiedono in zone isolate e lontano dal centro dove si trovano i servizi, si ritiene di programmare interventi per alleviare le condizioni di solitudine e parziale emarginazione favorendo la fruizione dei servizi presenti sul territorio.
L’alta percentuale di popolazione anziana, gli ultra 65 anni sono 900 con una percentuale del 29.83% della popolazione residente, richiede, infatti, la disponibilità di personale per dare una corretta risposta alle richieste di intervento; per fare fronte a questo, il Comune ha in atto una Convenzione con l’Associazione Volontari Pubblica Assistenza (A.V.P.A.) di Lama Mocogno, per l’espletamento di servizi sociali in particolare, trasporti di disabili adulti per la frequenza dei centri diurni, dializzati, consegna pasti a domicilio e accompagnamento per visite, terapie o per acquisti generi alimentari.
La situazione delle persone anziane e disabili adulte e gli interventi attivati dai Servizi Comunali sul territorio di Fanano
Il Comune di Fanano presenta una popolazione che raggiunge i 2930 abitanti, con un’alta percentuale di persone anziane: gli ultrasessantacinquenni sono infatti 855 (al 31.12.2003), pari al 29,2 %. Anche sul Comune di Fanano la percentuale degli anziani è molto alta; il territorio, inoltre, è tipicamente montano, Fanano è uno dei Comuni a ridosso del Monte Cimone. Oltre al centro, sono 7 le località su cui vive la popolazione del Comune, tra cui alcune abitazione isolate : le frazioni sono ubicate lontano dal centro, alcune in luoghi poco accessibili (in questi gironi una delle frazioni di Fanano, Fellicarolo, è anche rimasta isolata a causa di una frana, che è in continuo movimento). Sono proprio questi i luoghi abitati dalle persone anziane, che hanno poche possibilità di spostarsi e di fruire dei servizi del territorio, oltre a vivere una condizione spesso di isolamento e di lontananza dalla vita sociale. Oltre alla presenza sul Comune di una casa di riposo (privata), di una Residenza Sanitaria Assistenziale (USL) e di una comunità-alloggio (Comune) per anziani, i Servizi Sociali intervengono con un Servizio di Assistenza Domiciliare con due operatrici di base; gli anziani seguiti sono 20.
La situazione delle persone anziane e disabili adulte e gli interventi attivati dai Servizi Comunali sul territorio di Fiumalbo, Pievepelago e Riolunato
I comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo si caratterizzano come tre comuni di montagna (altitudine da 800 a 2165 slm), a sviluppo territoriale esteso e di difficile percorrenza, lontano dai centri maggiori, con una popolazione che non arriva complessivamente a 5000 abitanti, in prevalenza di età molto avanzata.
La percentuale di ultrasessantacinquenni è altissima, molti dei quali vivono in borgate isolate e lontane dai servizi pubblici dei centri abitati. Per ovviare ai problemi di socializzazione degli adulti disabili, si svolge a Riolunato un’attività gruppale intercomunale, con l’obiettivo di ritrovarsi insieme, svolgendo attività che rispondano agli interessi degli utenti e stimolando le capacità di ognuno; al momento il centro è frequentato da tre disabili. E’ stato, inoltre, attivato un Servizio di Assistenza Domiciliare, che si rivolge, in questo momento, a 10 persone anziane e che si vorrebbe qualificare con l’aiuto di figure quali il volontario in Servizio Civile, per curare maggiormente l’aspetto relazionale e d’integrazione con il territorio.
7) Obiettivi del progetto:
Obiettivi generali:
- fornire ai volontari un’occasione di conoscenza ed esperienza degli ambienti di lavoro e dei contesti operativi ove sperimentare e sviluppare i contenuti delle proprie personali attitudini e della propria formazione, consentendo loro l’acquisizione di crediti formativi spendibili per il loro futuro professionale negli stessi ambiti operativi dell’esperienza di volontariato;
- sperimentare interventi (innovativi o ad integrazione di azioni già attivate) che – grazie al contributo e all’iniziativa dei giovani in servizio civile – consentano di ‘gettare ponti’ tra servizi e territorio, al fine di favorire una più piena integrazione sociale delle persone svantaggiate;
- far crescere attenzione e sensibilità nel mondo giovanile riguardo alle problematiche sociali del territorio e favorire tra i giovani una concreta assunzione di responsabilità rispetto ad esse;
- valorizzare i giovani in servizio civile volontario nei loro interessi, capacità, conoscenze attraverso una esperienza positiva dal punto di vista del servizio alle persone;
Obiettivi settoriali:
- favorire la fruizione del territorio da parte degli anziani e dei soggetti disabili;
- attivare iniziative ricreative e socializzanti per attenuare la solitudine e l’emarginazione delle persone anziane che vivono isolate e non possono partecipare alle attività sociali/ricreative del territorio
- favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone interessate da questo progetto;
- creare un servizio di sostegno e supporto per le famiglie, che devono gestire un anziano parzialmente o totalmente non autosufficiente, o un familiare portatore di handicap fisici e/o sensoriali;
- mantenere e consolidare il servizio, dando continuità ai progetti avviati con la collaborazione degli obiettori di coscienza e, nel contempo, offrire risposta ad una domanda che è statisticamente in crescita; dare continuità ai servizi comunali in atto e incentivarne l’utilizzo tra la popolazione, sia anziana che disabile-adulta.
- supportare l’animatrice e le operatrici Socio-Assistenziali del Centro Diurno durante le attività socio – ricreative;
- creare un servizio di sostegno e supporto per le famiglie, che devono gestire un anziano parzialmente o totalmente non autosufficiente;
- ampliare le collaborazioni con le associazioni di volontariato del territorio nelle attività convenzionate con il Comune al fine di favorire maggiori e più qualificati interventi; in concerto con le Ass.ni, gli operatori socio/sanitari e operatori Comunali, rilevare concretamente i bisogni delle persone anziane e disabili al fine di favore interventi mirati.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile:
L’intervento presso i Servizi Sociali del Comune di Pavullo nel Frignano e il Comune di Fanano
I Comuni di Pavullo e Fanano intendono offrire un’opportunità a un giovane, di età compresa fra i 18 e i 26 anni, residente nel territorio comunale, di compiere un’esperienza al servizio della comunità in cui vive. Tale esperienza sarà accompagnata da un percorso formativo, che potrà consentire in futuro sbocchi professionali nel mondo del lavoro, negli ambiti che coinvolgono la terza età e l’handicap.
Il Servizio di assistenza domiciliare effettuato a domicilio con lo scopo di garantire, attraverso interventi svolti da operatori socio – assistenziali, l’aiuto necessario per la permanenza del disabile nel proprio ambiente di vita e per offrire alla famiglia un intervento di sollievo. E’ rivolto ad anziani e disabili, che vivono soli o in famiglia, quando questa non sia in grado di garantire da sola l’aiuto necessario.
Ruolo dei volontari:
1. Supportare e affiancare gli operatori addetti all’assistenza di base (OSA) ad anziani e disabili presso il loro domicilio;
2. attuare degli interventi per mettere in atto un percorso di sostegno sociale e di fruizione del territorio e delle sue risorse, per combattere il rischio di isolamento di questi soggetti;
3. attuare dei percorsi di sostegno e di sollievo alle famiglie.
L’intervento presso il Centro Servizi “Fili d’Argento” di Pavullo nel Frignano
In questi anni si è evidenziato il bisogno che riguarda gli anziani ultrasessantacinquenni, che hanno la necessità di non rimanere soli durante il giorno, ma che comunque non vogliono rinunciare alla permanenza presso il proprio domicilio, o perché sono autosufficienti o parzialmente autosufficienti e riescono a gestire in parte la loro vita domestica, o perché, anche se sono non autosufficienti, hanno dei parenti che si occupano di loro, i quali però, sia per problemi di lavoro o di gestione della famiglia, non sono in grado di accudirli nei tempi e nei modi adeguati, pur volendo evitare un ricovero definitivo in Casa protetta.
Il servizio di Centro Diurno si offre come risorsa importante e come supporto a detti anziani ed alle loro famiglie, rimanendo in funzione nei giorni feriali, dal Lunedì al Venerdì, con possibilità di accesso anche al Sabato, in caso di esigenze particolari.
* Si prevede di impegnare un volontario in Servizio Civile a supporto dell’animatrice della struttura e delle operatrici Socio-Assistenziali, in attività volte al mantenimento delle capacità residue psico-motorie e delle abilità cognitive e relazionali degli ospiti, quali attività ricreative e di socializzazione, attività manuali, aiuto nella deambulazione, accompagnamento per passeggiate, ecc..
L’intervento presso il Servizio Assistenza Domiciliare del Comune di Serramazzoni
Il Comune di Serramazzoni, in collaborazione con le associazioni di volontariato e le Parrocchie, ha dato corso ad un progetto per la cura e la tutela della popolazione anziana residente nelle frazioni. Il progetto prevede una prima fase volta alla rilevazione dei dati numerici e della condizione sociale degli anziani, tramite apposita indagine svolta attraverso interviste a “testimoni” che vivono nelle frazioni; una seconda fase di lavoro riguarderà l’elaborazione dei dati, la formulazione di ipotesi progettuali per migliorare il benessere complessivo degli anziani e la restituzione del lavoro svolto ai cittadini, tramite incontri specifici nelle frazioni. Questo lavoro ha permesso, fino ad oggi, una lettura puntuale della situazione e dei bisogni della popolazione anziana, con particolare riguardo ai residenti nelle frazioni e a coloro che vivono soli.
L’impiego dei volontari in servizio civile in questo progetto è previsto in particolare per l’organizzazione e la gestione di servizi che possano attenuare le difficoltà legate al fatto che le frazioni non dispongono di collegamenti con il capoluogo tramite mezzi pubblici per la fruizione dei servizi indispensabili.
Inoltre i volontari del servizio civile saranno impiegati per dare continuità ad una decina di progetti di assistenza domiciliare individualizzati e di gruppo, mirati alla socializzazione degli anziani soli, attualmente organizzati con la collaborazione degli obiettori di coscienza. I progetti di socializzazione, concordati con gli utenti e i loro famigliari dalla responsabile delle attività assistenziali, saranno seguiti dai volontari in autonomia e avranno come referente e coordinatrice la suddetta figura professionale.
I volontari in servizio civile opereranno inoltre in affiancamento alle operatrici socio-assistenziali su mansioni più specifiche rivolte alla cura della persona, accompagnamento nei trasporti per la cura della salute, e consegna dei pasti a domicilio per gli utenti del servizio di assistenza domiciliare.
L’intervento presso il Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune di lama Mocogno
Si prevede l’impiego di un Volontario in Servizio Civile a supporto dei servizi istituzionali già presenti e precisamente:
- Il volontario opererà nell’ambiente famigliare dell’anziano con attività volte a alleviare la solitudine anche con il coinvolgimento del vicinato;
- Verrà utilizzato per consegna pasti a domicilio, accompagnare gli utenti a visite mediche, spesa settimanale, ed in particolare a partecipare ad iniziative ricreative organizzate nel Comune;
Sarà coinvolto nei progetti programmati dalla Ass.ne AVPA e dal Comune per la realizzazione dei servizi sociali convenzionati.
L’intervento presso l’Attività Gruppale e i Servizi Sociali dei Comuni di Fiumalbo, Pievepelago, Riolunato
Presso presso l’Attività Gruppale e i Servizi Sociali dei Comuni di Fiumalbo, Pievepelago, Riolunato si prevede di impiegare 1 volontario in Servizio Civile con i seguenti compiti:
- portare compagnia a quelle persone anziane che vivono isolate o in borgate lontane dal centro;
- favorire la fruizione dei servizi, offrendo la possibilità di raggiungere il centro per visite mediche, acquisti, disbrigo di commisioni;
- favorire la fruizione delle opportunità di socializzazione presenti sul territorio;
- supportare l’educatrice nello svolgimento dell’Attività Gruppale presso il centro di Riolunato (laboratori manuali, giochi, creazione di oggetti, ecc, laboratori musicali, ecc.) e durante le iniziative estive (gite, visite, escursioni, attività all’aperto, ecc…)
I volontari saranno costantemente supportati dai funzionari Responsabili dei Servizi sociali, dei Comuni, dall’assistente sociale e dagli altri operatori dei Comuni.
Attività trasversali in cui saranno impiegati i volontari in Servizio Civile
In collegamento con quanto affrontato in occasione della formazione generale, si prevede il coinvolgimento dei volontari in Servizio Civile in un discorso generale di promozione del Servizio Civile Volontario sul territorio e di sensibilizzazione dei giovani e delle altre fasce della popolazione rispetto alle problematiche sociali che interessano il territorio stesso. In tal modo si vorrebbe
- coinvolgere i giovani perché conoscano maggiormente la realtà in cui vivono e perché l’esperienza di Servizio Civile, con gli interventi attivati, possa trovare un seguito nella risposta di altri giovani,
- coinvolgere l’intera popolazione, per una maggiore condivisione delle problematiche e dei Servizi presenti sul territorio e per favorire una presa in carico di queste problematiche di tutta la comunità, in un’ottica solidale e partecipativa.
Pertanto si prevedono momenti specifici in cui “pensare la promozione” assieme ai volontari stessi; alcune delle iniziative in cui saranno probabilmente coinvolti potranno essere:
- elaborazione di articoli da inserire nei giornali locali e di pagine web per i siti Internet del territorio;
- partecipazione agli incontri previsti con le classi III e IV delle scuole del territorio, all’interno del progetto “Giovani all’arrembaggio: alla scoperta del mondo della solidarietà” (vedi punto 18) ), e con le classi V, all’interno di un’iniziativa informativa sul Servizio Civile Volontario;
- partecipazione agli Info Point sul Servizio Civile, organizzati in occasione dell’uscita dei bandi presso Informagiovani, biblioteche e luoghi frequentati dai giovani;
- organizzazione di feste a tema;
- produzione di volantini, depliant o guide personalizzate;
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
Comune
sede di realizzazione |
Sede di assegnazione |
Sedi di attuazione del progetto |
Numero volontari |
| Pavullo |
Comune di Pavullo |
Servizio Assistenza Domiciliare – Comune di Pavullo nel Frignano |
2 |
| Pavullo |
Comune di Pavullo |
Centro Servizi “Fili d’Argento” |
1 |
| Lama Mocogno |
Comune di
Lama Mocogno |
Servizio Assistenza Domiciliare – Comune di Lama Mocogno |
1 |
| Serramazzoni |
Comune di Serramazzoni |
Servizio Assistenza Domiciliare – Comune di Serramazzoni |
2 |
| Fanano |
Comune di Fanano |
Servizio Assistenza Domiciliare |
1 |
| Fiumalbo, Pievepelago, Riolunato |
Comune di Riolunato – gestione associata Comuni di Riolunato, Pievepelago, Fiumalbo |
Attività Gruppale
Servizio Assistenza Domiciliare |
1 |
TOTALE POSTI |
8 |
10) Numero posti con vitto e alloggio: 1
Si prevede l’erogazione del vitto e dell’alloggio per l’intervento da attivarsi presso il Comune di Fanano; questo Comune, infatti risulta decentrato rispetto ai Comuni del basso Frignano o ai Comuni di Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato; è anche a circa 30 km Comune della pianura più vicino (Vignola). Pertanto, fornire il vitto e l’alloggio può consentire a giovani, anche non di Fanano (anche non del distretto, ma provenienti dalla pianura), e quindi residenti troppo lontano per potersi recare tutti i giorni sul luogo di servizio, di partecipare al progetto. Inoltre, essendo il progetto a carattere distrettuale, un giovane che non fosse selezionato per un posto su un altro Comune, ma volesse svolgere l’esperienza comunque, anche su posti eventualmente rimasti vuoti, potrebbe decidere con più serenità di andare proprio a Fanano.
11) Numero posti senza vitto e alloggio: 0
12) Numero posti con solo vitto: 7
I posti con solo vitto sono previsti presso i Comuni di Lama Mocogno e Serramazzoni: in questi enti si è stabilito di assicurare il vitto per consentire a giovani, eventualmente non residenti, di accettare una assegnazione diversa che richieda tempi di trasferimento e costi eccessivi. Inoltre, i percorsi previsti su Serramazzoni e Lama Mocogno prevedono uno il rientro pomeridiano (quindi il volontario sarebbe, in alcuni casi, in servizio al mattino e al pomeriggio) e l’altro l’erogazione dei pasti a domicilio a persone anziane (nel momento del pasto, il volontario sarebbe, in alcuni casi, in servizio).
Sono, inoltre previsti posti con solo vitto presso i Comuni di Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo, qualora l’articolazione dell’orario settimanale richiedesse rientri pomeridiani o un orario spezzato, derivante dalle esigenze degli utenti e delle attività straordinarie del Centro “Attività Gruppale” di Riolunato (uscite, gite, ecc..).
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
- 25 ore settimanali presso i Comuni di Pavullo nel Frignano, Fanano, Pievepelago, Riolunato, Fiumalbo, Serramazzoni;
- monte ore annuo di 1200 presso il Comune di Lama Mocogno.
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 5.
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: nessuno
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:
| N. |
Ente presso il quale si realizza il progetto ed a cui indirizzare le domande |
Comune |
Indirizzo |
Cod. id. sede |
N. vol. per se-de |
Telefono sede |
Personale di riferimento (cognome e nome) |
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto |
| Cognome e nome |
Data di nascita |
| 1 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
VIA GIARDINI 16 |
1 |
2 |
0536-29947 |
BASTAI ANNA MARIA |
GRIGUOLI GIUSEPPINA |
22/12/1966 |
| 2 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
VIA PIETRI 2 |
1 |
1 |
0536-20633 |
BASTAI ANNA MARIA |
FRANCHINI BARBARA |
19/05/1969 |
| 3 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
LAMA MOCOGNO |
VIA CASTELLO 8 |
2 |
1 |
0536-44066 |
|
MELCHIORRI ISELLA |
23/12/1952 |
| 4 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
SERRAMAZZONI |
PIAZZA VITTORIO VENETO 16 |
1 |
2 |
0536-950272 |
BARANZONI CARLA |
LORENZI GRAZIANA |
13/06/1952 |
| 5 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
FANANO |
VIA COPPI 11 |
1 |
1 |
0536-69786 |
|
SVELTI PAOLA |
15/01/1948 |
| 6 |
COMUNE DI PAVULLO NEL FRIGNA-NO |
1)RIOLUNATO;
2)RIOLUNATO, PIEVEPELAGO, FIUMALBO
|
VIA ROMA 301 |
1; 1 |
1 |
0536-75119 |
1)ELENA BEGLIOMINI |
1)NESTI CHIARA
2)ELENA BEGLIOMINI
|
|
17) Specificare se il progetto prevede o meno l’impiego di tutor: no
18) Strumenti e modalità di pubblicizzazione del progetto:
- Progetto di promozione del volontariato giovanile denominato "Giovani all’arrembaggio: alla scoperta del mondo della solidarietà": si tratta di un intervento promosso dal Coordinamento dei Comuni del Frignano per il Servizio Civile, dalla Consulta del Volontariato e dal Coordinamento Pianeta Anziani di Pavullo del Frignano e dal Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Modena. L'intervento prevede l'effettuazione di percorsi di servizio degli studenti che frequentano gli Istituti superiori di Pavullo e di Pievepelago all'interno di associazioni di volontariato e centri comunali del Frignano. L'esperienza procura un credito formativo agli studenti e costituisce un importante veicolo di informazione e prima sperimentazione di interventi che i giovani potranno svolgere in futuro, scegliendo il Servizio Civile Volontario nei Comuni.
- Campagna promozionale in collaborazione con il CESC (Coordinamento Enti Servizio Civile) della provincia di Modena, con le sedi locali dell’Informagiovani e con lo sportello del Centro di Servizio per il Volontariato.
- Inserzione nei siti Internet più visitati del Frignano.
- Spedizione di lettere informative presso il domicilio dei giovani 18/26 anni residenti.
- Serate informative organizzate assieme a soggetti del territorio che hanno contatti con i giovani (associazioni sportive, associazioni di volontariato, parrocchie, circoli culturali, bar, discoteche, …)
19) Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari:
nessun criterio autonomo aggiuntivo rispetto a quelli previsti dall'UNSC con la determinazione del 30 maggio 2002.
20) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): no
21) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto:
Il monitoraggio del progetto si svolge all'interno di diversi momenti di lavoro:
- valutazione del raggiungimento degli obiettivi del progetto che abbiamo definito "settoriali":
I volontari saranno costantemente monitorati e supportati dalle equipe dei Servizi Sociali e Scolastici e saranno coinvolti i coordinatori responsabili del progetto, le assistenti sociali, la R.A.A. le O.S.A. e gli educatori professionali
Si svolgerà in modi differenti presso le singole sedi, tenendo presente le seguenti indicazioni:
1. Valutazione dello stato di soddisfacimento dei volontari attraverso incontri periodici con l’equipe del Servizio Sociale ed eventualmente la somministrazione di questionari:
- percezioni del volontario sull’utilità del percorso formativo per sé e per l’utente;
- sondare il senso di autoefficacia del volontario rispetto agli esiti del progetto;
- sondare punti di forza e di criticità esperiti dal volontario nella conduzione del progetto;
2. valutazione del numero e del grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati, attraverso:
- incontri periodici (a seconda delle sedi gli incontri si terranno o quotidianamente o settimanalmente o a cadenza quindicinale e mensile) con l’equipe del Servizio Sociale, con i rappresentanti degli insegnanti delle scuole coinvolte e i le Associazioni di Volontariato;
- compilazione di schede- dati relative alle attività ed al n. di utenti.
INDICATORI QUALITATIVI:
- Integrazione con il gruppo dei pari;
- Evoluzione dell’andamento scolastico in generale.
INDICATORI QUANTITATIVI:
- n. utenti coinvolti nelle diverse attività;
- n. medio di partecipanti alle diverse attività;
- n. percorsi individuali attivati;
- n. percorsi di piccolo gruppo attivati;
- n. di progetti di supporto alla genitorialità attivati.
3. Valutazione del grado di soddisfazione dell’utenza coinvolta.
4. Questionari di rilevazione del gradimento per insegnanti, alunni e volontari nei progetti presso le scuole.
5. Discussione del “ diario di bordo”, strumento che il volontaria provvederà a mantenere aggiornato durante il servizio.
* rielaborazione e valutazione dell’esperienza svolta dai volontari:
- incontri mensili e colloqui periodici con il Coordinatore del Sistema integrato del Servizio Civile.
* coordinamento e al monitoraggio del funzionamento dell'intero Sistema integrato del Servizio Civile:
- incontri mensili del Comitato tecnico del Sistema integrato composto dal personale di riferimento e dal Coordinatore del Sistema integrato.
22) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): no
23) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Si ritengono requisiti preferenziali:
o possesso della patente di tipo “B”.
o una certa flessibilità riguardo all’orario di servizio.
24) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto:
- € 21.840 per consulenza e il coordinamento relativi alla gestione del Sistema integrato del Servizio Civile;
- il Comune di Serramazzoni sta procedendo all’acquisto di un ulteriore mezzo di trasporto da destinare alla realizzazione del progetto di servizio civile rivolto alla cura e la tutela delle persone anziane; per spese di coordinamento, affiancamento dei volontari.
25) Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto rivestito dagli stessi all’interno del progetto:
- Associazioni di volontariato del territorio Comunale e Parrocchie delle frazioni del Comune di Serramazzoni;
- Associazione Volontari Pubblica Assistenza del Comune di Lama Mocogno
26) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
- Autovettura dei Servizi Sociali;
- Computer;
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISITE
27) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Nessuno al momento
28) Eventuali tirocini riconosciuti:
Nessuno al momento
29) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
- Secondo la legge Regionale n.20 del 2003, la Regione Emilia Romagna riconosce il Servizio Civile come un’esperienza formativa, a cui viene assegnato un punteggio in sede di concorsi pubblici.
Formazione generale dei volontari
30) Sede di realizzazione:
Locali del Comune di Pavullo nel Frignano
31) Modalità di attuazione:
Si prevede un incontro mensile della durata di tre ore presso il Comune di Pavullo nel Frignano, a cura dei formatori dello Studio Diathesis di Modena, che ha in carico la consulenza e il coordinamento del Sistema Integrato del Servizio Civile Volontario nei Comuni di Pavullo nel Frignano, Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni (si veda il mod. Form).
Si prevedono, inoltre, colloqui individuali tra il formatore e i volontari per approfondire le situazioni di ognuno.
32) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: no
33) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Si prevede, oltre all’attivazione di momenti formativi caratterizzati da lezioni frontali, l’utilizzo di una metodologia attiva, che coinvolga i volontari a partire dalla loro esperienza personale, tramite attività, quali il confronto in gruppo, l’analisi di caso, il role playing, griglie per l’analisi delle situazioni, ecc.. Si prevede, inoltre,
- la predisposizione di materiale di approfondimento inerente i temi trattati;
- l’ausilio di altri materiali, quali videocassette, CD-Rom, ecc..;
- il coinvolgimento di esperti e di testimoni significativi.
34) Contenuti della formazione:
- Nozioni generali sui diritti e i doveri dei cittadini, dall’esame degli articoli 2, 3 e 52 della Costituzione;
- Origine del Servizio Civile, valori fondanti, la difesa della Patria come diritto-dovere costituzionale, i vari modelli e forme di difesa, i diritti umani;
- La legge 6 marzo 2001, n. 64: le finalità e i principi alla base dell’Istituzione del Servizio Civile Nazionale; obblighi e diritti di enti e volontari;
- Cittadinanza attiva e responsabile, le diverse forme di partecipazione democratica, civile e politica alla vita della società (i suoi luoghi e strumenti), analisi dei meccanismi che generano violenza ed emarginazione;
- Il volontario e i suoi rapporti con gli altri nell’ambito del servizio: analisi dell’ingresso in servizio, novità, difficoltà, inquadramento del ruolo, la relazione con i destinatari del servizio e con gli altri operatori;
- Le modalità di lavoro per progetti, il lavoro di gruppo e le tecniche di comunicazione;
35) Durata: 36 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
36) Sede di realizzazione:
- Presso le sedi del Comune di Pavullo nel Frignano, del Comune di Lama Mocongo, del Comune di Serramazzoni, del Comune di Fanano, del Comune di Polinago, dei Comuni di Pievepelago, Riolunato, Fiumalbo.
- Presso: Centro Servizi “Fili d’Argento”
37) Modalità di attuazione:
partecipazione a seminari e/o corsi di formazione indirizzati agli operatori del Servizio Sociale;
partecipazione ai collettivi periodici degli operatori impegnati nel servizio di assistenza domiciliare;
colloqui periodici con le assistenti sociali impegnate sugli stessi casi.
Partecipazione ad una selezione di iniziative inserite nel programma annuale di formazione degli educatori o degli operatori;
Partecipazione agli incontri periodici di programmazione e verifica ai fini della realizzazione ed attuazione del piano educativo individualizzato
Incontri periodici di confronto con gli altri operatori scolastici (insegnanti di sostegno e curriculari) impegnati sulle stesse classi di intervento
Partecipazione programmazione scolastica di attività
38) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
1) Anna Maria Bastai, nata a Pavullo n/F il 19/02/1964 e residente a Pavullo, in via Romani, 5.
2) Giuseppina Griguoli, nata a Trivento (Cb), il 22/12/1966 e residente a Castenuovo Rangone, in via M. Polo, 23
3) Franchini Barbara, nata a Modena il 19.5.1969 e residente a Castelvetro (MO) in Via Modena n. 57/A;
4) Eleonora Biagioni, nata a Vignola (Mo), il 18/08/1963 e residente a Pavullo, in via Nuvolari, 7;
5) Graziana Lorenzi, nata a Serramazzoni il 13/06/1952, residente a Serramazzoni in via Corniola 250;
6) Roberta Ceccarelli, nata A Borgo a Mozzano, il 02/03/1966, residente a Pavullo nel Frignano, via Gaiato 71;
7) Isella Melchiorri, nata a Lama Mocogno, il 23/12/1952, residente a Lama Mocogno, via Fratelli Cervi 21;
8) Paola Svelti, nata a Fanano, il 15/01/1948, residente a Fanano, via Fondovalle n.1620;
9) Begliomini Elena, nata a San Marcello Pistoiese, il 30/09/1976, residente a Cutigliano, via del Sestaione, 76.
39) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Qualifica degli operatori di cui al punto 38):
1) Responsabile Servizi alla Persona - Assistenza di Base
2) Assistente Sociale Area Adulti/Handicap
3) Coordinatrice del Centro Servizi “Fili d’Argento”;
4) Animatrice del Centro Servizi “Fili d’Argento”;
5) Responsabile delle attività Assistenziali del Comune di Serramazzoni;
6) Assistente di base del Comune di Polinago
7) Responsabile Servizi Socio-Culturali del Comune di Lama Mocogno;
8) Responsabile Ufficio Personale e Responsabile Servizio Civile per il Comune di Fanano;
9) Assistente sociale dei Comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo.
40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
- Letture specifiche e dispense su argomenti inerenti il servizio;
- Colloqui periodici individuali;
- Partecipazione incontri collettivi di servizio;
- Partecipazioni laboratori con esperti
- Partecipazione riunioni equipe di intervento,
- Consultazioni Internet
- Affiancamento ad operatore socio-sanitario per la conoscenza degli utenti e del territorio
- Somministrazione di test riguardanti riflessioni generali sul servizio d’impiego, sul ruolo, positività, criticità
41) Contenuti della formazione:
- esperienza di progettazione ed attuazione di interventi assistenziali e di sostegno sociale;
- esperienza su dinamiche relazionali interpersonali e gestione di conflittualità o criticità di rapporto;
- esperienza di tecniche di animazione.
- lezioni teoriche per fornire la conoscenza di base sulle principali problematiche assistenziali e sanitarie degli anziani, approccio alla relazione d’aiuto, stimolare l’osservazione;
- nozioni generali sull’apparato amministrativo dell’Ente Locale
- nozioni sul sistema integrato dei servizi socio-sanitario, normative e organizzazione locale del sistema
- lezioni teoriche per fornire le conoscenze di base sulle principali semantiche inerenti: la relazione di aiuto, la relazione educativa e la relazione riabilitativa
formazione costante tramite la partecipazione all’equipe psico-sociale
42) Durata: Minimo di 48 ore, distribuite sui dodici mesi di servizio
Altri elementi della formazione
43) Risorse finanziarie investite destinate in modo specifico alla formazione sia generale, che specifica:
Vedi punto 24)
Altre risorse impiegate:
- Comuni di Pievepelago, Riolunato, Fiumalbo: Euro 500,00 per dispense, testi specifici, leggi e materiali utili;
- Comune di Lama Mocogno: partecipazione a convegni, tavole rotonde, spese per trasporto e predisposizione materiale cartaceo €. 250.00
44) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
- Supervisione da parte dei responsabili e degli Operatori Locali di Progetto;
- Incontri d’equipe periodici;
- Somministrazione di questionari per un’autovalutazione ed elaborazione di relazioni da parte dei volontari;
- Colloqui individuali;
Data 28/09/2004
Il Progettista
Il Responsabile
del Servizio Civile Nazionale