Cinema Mac Mazzieri

Rassegna MONTAGNAVVENTURA

Mercoledì 25 settembre ore 21.00 FREE SOLO – documentario

Mercoledì 25 settembre ore 21.00

FREE SOLO – documentario

Il documentario, vincitore dell’Oscar nell’edizione 2019, offre un ritratto intimo dello scalatore Alex Honnold, mentre si prepara a realizzare il sogno di una vita: scalare El Cap della Yosemite Valley, la parete di roccia più famosa del mondo … senza corda.

Diretto da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin, il documentario racconta senza sconti di un’impresa davvero eroica e mozzafiato, ma il merito dell’Oscar và anche allo scavo in una psicologia particolarissima. Perché scalare senza nessun tipo di aiuto una vetta del genere, “la parete più spaventosa che esista” come la definisce lo stesso Honnold, non è solo un obiettivo atleticamente proibitivo, è anche una sfida senza sconti con la morte: in un percorso del genere non è permesso “alcun margine d’errore“, perché basta un unico passo falso per piombare nel vuoto senza nessun tipo di protezione.

Le riprese di Free Solo hanno davvero dell’incredibile, immortalando Honnold nei momenti più delicati della sua scalata, descritta nei minimi particolari ma anche ritratta in un modo che lascerà avvinti anche i meno iniziati. Sono state realizzate per la maggior parte con telecamere comandate a distanza e da droni, al fine di ridurre al minimo la presenza umana (e quindi le distrazioni) attorno allo scalatore. Il team di cameraman-scalatori guidato da Chin ha seguito per anni Honnold nelle sue avventure ma soprattutto nella sua preparazione, ma nel momento fatidico doveva essere lasciato, appunto, solo…

Punteggiato da una colonna sonora sapiente ed enfatica, Free Solo è un’avvincente coreografia atletica sospesa sul vuoto, che regala uno sguardo inedito non solo su una natura fatta di altezze e rocce apparentemente inespugnabili, ma anche su una natura umana capace di sfidare ogni limite facendo affidamento solo su sé stessa. Anche se il tema vi sembra lontanissimo dai vostri interessi, sfidare queste vertigini vi regalerà due ore scarse di un’emozione impagabile e sicuramente catartica.

(Paolo Armelli da Wired)

 

Mercoledì 2 ottobre ore 21.00

I VOLTI DELLA via FRANCIGENA – documentario

Film documentario sui luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino e che con il cammino hanno stretto un legame viscerale, un’umanità multiforme che rende vivo il percorso.

Pochi sanno che esiste un percorso capace di collegare Canterbury, Roma, Gerusalemme, Bari, Lucca, Colle del Gran San Bernardo, e tantissimi altri luoghi. E’ bene chiarire che questo percorso non prevede l’utilizzo di automobili o altri automezzi, ma solo ciò di cui la natura ci ha dotato. La Via Francigena durante il Medioevo univa le città citate e negli ultimi venti anni è stata riscoperta e ripopolata da pellegrini, sportivi, ospitalieri, turisti che compiono un viaggio spirituale, una sfida con se stessi o anche una visita all’interno della vera “ossatura” dell’Europa e, in particolar modo, dell’Italia.

Il giovane filmmaker Fabio Dipinto, affascinato dal concetto e dalla pratica del “cammino”, ha deciso così di sviluppare un documentario, I volti della Via Francigena, proprio su questo immenso cammino. Il documentario on the road mette in scena un misto di straordinari paesaggi e di intime e profonde emozioni di coloro (i volti) che insieme a lui francigena-2hanno intrapreso il viaggio di circa due mesi che li ha portati dal Colle del Gran San Bernardo fino a Roma.

Tra i “personaggi principali” del film, oltre ai volti e alla via millenaria, c’è dunque il viaggio intrapreso. In particolar modo colpisce la visione filosofica del cammino, capace di cambiare le persone, mettendole a confronto con loro stesse e, allo stesso tempo, con altri esseri umani con i quali si entra profondamente a contatto. Assieme a questi ultimi, si condividono i dolori della fatica e le gioie derivate dalle imponenti visioni che il reale e la natura, rurale e talvolta meravigliosamente selvaggia, sono capaci di creare.

Un lavoro duro, quello fatto dal regista torinese che riesce ad incuriosire, stimolare e, in alcuni tratti, scuotere l’animo ormai pacato e spesso vuoto dell’uomo-spettatore contemporaneo.

(Antimo Prencipe da Sentieri Selvaggi)

 

Mercoledì 9 ottobre ore 21.00

IL VENTO FA IL SUO GIRO – film drammatico

Chersogno è un paesino sulle Alpi Occitane abitato ormai solo da anziani.  Una ventata di novità arriva quando un ex professore francese vi si trasferisce con la sua famiglia alla ricerca di un modo di vita più vicino alla natura.

Il film debutto di Giorgio Diritti, auto-prodotto, che ha partecipato a 37 Festival nazionali e internazionali e ricevuto 22 premi.

Il film di Giorgio Diritti vale almeno quattro stelle. Una per il coraggio, due per le difficoltà della distribuzione (il film fa la spola fra una sala e l’altra di Italia, dove il mercato non sembra accorgersene, mentre all’estero ha fatto incetta di premi e riconoscimenti), la terza per la prova corale di tutti gli attori, bravissimi e non professionisti (eccezion fatta per Thierry Toscan e Alessandra Agosti), la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali. “E l’aura fai son vir” – questo il titolo occitano del film – si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola, senza scomodare miti e profeti, ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli, in un cinismo che contagia, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso. Come le anime salve che descrive, uomini in cerca di un senso che l’esistenza stessa allontana ogni giorno di più.

(Pierpaolo Simone da Mymovies)

 

Mercoledì 16 ottobre ore 21.00

MOUNTAIN – documentario

Documentario che, in chiave di sinfonia audiovisiva, racconta le scalate delle montagne più impervie, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote.

Tra i film più spettacolari presentati al Trento Film Festival 2018 e presentato in Concorso al Festival di Venezia 2018.

Nel suo nuovo lavoro, Mountain, la documentarista australiana Jennifer Peedom torna sul tema delle esplorazioni estreme, che ha finora guidato la sua carriera.

Con Mountain costruisce un film che funziona come una sinfonia di immagini e musica, una sequenza di scene di imprese mozzafiato, selezionate da un girato di 2000 ore di riprese in 15 paesi diversi, con la lettura di un testo dello scrittore inglese Robert Macfarlane a opera dell’attore Willem Dafoe. E con la partitura musicale, assai più che un accompagnamento, della Australian Chamber Orchestra eseguita nella Sydney Opera House, composta da Richard Tognetti, con in aggiunta brani di Vivaldi, Beethoven, Arvo Pärt.

L’incipit di Mountain vede proprio i preamboli dell’orchestrazione e della lettura come un prologo in bianco e nero che dichiara subito trattarsi di immagini altre rispetto a quelle colorate, spettacolari del film. E sono diverse pure dai filmati di repertorio, pure in bianco e nero, ma di diverso formato e dalla consistenza della pellicola consunta. Un prologo che sembra rifarsi a quello del disneyano Fantasia, di cui condivide la concezione di flusso mesmerico di immagini e musica.

Mountain è una visione adrenalinica, un film che è come un ottovolante, fatto di vertiginosi strapiombi, dislivelli mozzafiato, sospensioni sul vuoto, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari, da elicotteri o da telecamerine portate dagli stessi scalatori. Un puro spettacolo che evita le parti didascaliche, visto che non sappiamo quali siano le montagne scalate né chi siano gli scalatori. (…)

«Le montagne ridimensionano l’istinto dell’uomo, ci restituiscono il senso della meraviglia e mettono alla dura prova la nostra arroganza», dice la voce off di Willem Dafoe. Eppure pochi possono entrare in reale risonanza con il vero suono della montagna, come suggerisce la scritta iniziale: «Quelli che danzano sono considerati pazzi da chi non può sentire la musica».

(Giampiero Raganelli da Quinlan)

 

Informazioni biglietti e abbonamenti:

Ingresso unico: €. 5,00 (tranne Free Solo 7,00 euro)

Abbonamento 5 film a scelta: € 20,00 (valido per tutte le rassegne fino a marzo 2020)

 

Tel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.itwww.cinemateatromacmazzieri.it

 

In allegato la bibliografia predisposta dalla Biblioteca comunale Santini

Proprietà dell'articolo
creato:giovedì 5 settembre 2019
modificato:venerdì 20 settembre 2019