Mezzi di protezione delle vie respiratorie: Autoprotettori
Laria che noi respiriamo è una miscela gassosa di ossigeno (20,9%) e di azoto (78,1% in volume), con quantità variabili di vapore acqueo, anidride carbonica, pulviscolo, e tracce minime di altri gas (0,93%).
Circonda la Terra costituendo l'atmosfera; è indispensabile alla vita animale e vegetale. La composizione dell'aria non è costante alle varie altezze. Ha peso molecolare medio 28,96; peso specifico (a 0°C e 760 mm di pressione) 1,297 kg/m3; temperatura critica -140,6°C. Nell'atmosfera si hanno un ciclo dell'azoto e un ciclo dell'ossigeno attraverso i quali il rapporto tra i due gas, continuamente sottratti all'atmosfera e in essa immessi dagli esseri viventi, si mantiene costante.
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Luomo durante la respirazione inspira aria ricca di ossigeno, trattenendo quanto gli serve, ed espira aria che contiene più anidride carbonica.
La composizione dellaria espirata da un individuo, in condizioni normali, è data dai seguenti valori approssimati:
| In condizioni normali, luomo compie circa 15
respirazioni complete in un minuto, potendo giungere anche a 30 e più in stato di ansia o
di affaticamento. Il volume di aria inspirata per minuto e la quantità di ossigeno
utilizzato sono variabili da individuo ad individuo ed in funzione delle condizioni di
stress e di affaticamento.
Di seguito è riportata una tabella riassuntiva: |
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| condizioni dinamiche dellindividuo | volume daria inspirato |
volume di ossigeno consumato |
Litri per minuto primo |
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a 20° C. e 1 Atm. |
a 20 ° C. e 1 Atm | |
| riposando a letto | 6 |
0.240 |
| stando seduto | 7 |
0.300 |
| stando in piedi | 8 |
0.360 |
| camminando a 3.2 km/h | 14 |
0.650 |
| camminando a 6.4 km/h | 26 |
1.200 |
| corsa celere | 43 |
2.000 |
| massimo sforzo | 65-100 |
3-4 |
Luomo, respirando, provoca al naso o alla bocca in fase di inspirazione una depressione rispetto allambiente circostante di circa 10 mm. di acqua; in fase di espirazione generiamo una pressione di circa 3 mm di col. acqua.
(si ricorda che la pressione atmosferica corrisponde a 10 metri di colonna dacqua)
Nessun individuo sopravvive in un ambiente dove lossigeno è in quantità inferiori al 15%.
Respirando aria inquinata da polveri, gas o vapori nocivi, è concreta la possibilità di creare danni più o meno gravi allapparato respiratorio.
Alcuni gas, sono capaci di portare offesa al corpo attraverso altre vie diverse da quelle respiratorie. E il caso dellammoniaca che in concentrazioni superiori al 3% può causare, specie sulla pelle umida, gravissime ustioni. Lacido cianidrico allo stato gassoso penetra attraverso la pelle e causa avvelenamento. Le concentrazioni, in questo caso, devono però essere maggiori di quelle necessarie per lavvelenamento attraverso le vie respiratorie. Quando si è quindi in presenza di particolari gas è opportuno proteggere tutto il corpo utilizzando apposite tute.
Per la protezione delle vie respiratorie i Vigili del Fuoco utilizzano uno strumento chiamato autoprotettore.
AUTOPROTETTORI
Gli autoprotettori sono apparecchi di respirazione costituiti da unità funzionale autonoma, portata dalloperatore che può quindi muoversi con completa libertà di movimenti.
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Queste attrezzature di protezione individuali sono utilizzati
ogni qualvolta che lambiente esterno presenti situazioni a rischio per luomo:
ambiente povero di ossigeno; alto tasso di inquinamento; presenza di gas tossici e/o
nocivi; ogni qualvolta non si ha la conoscenza certa della qualità dellaria
presente nellambiente in qui si andrà ad operare. Lutilizzo, degli autoprotettori è condizionato dalla loro autonomia, che non è illimitata, ma varia a seconda del tipo di apparecchio, della quantità daria contenuta nella bombola, e dal genere di lavoro svolto; (durante lesecuzione di lavori pesanti lorganismo consuma più ossigeno). |
Luso degli autoprotettori è abbastanza semplice; trattandosi però di apparecchi molto delicati, è necessario conoscerne i principi di funzionamento, le modalità dimpiego e le norme di manutenzione.
| Per garantire un adeguato standard di sicurezza durante il
loro utilizzo è indispensabile un adeguato addestramento ed un costante esercizio da
parte dei vigili del fuoco. Tipi di autoprotettori Secondo il loro schema di funzionamento, gli autoprotettori possono essere:
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AUTOPROTETTORI A CICLO CHIUSO
Gli autoprotettori a ciclo chiuso rendono la respirazione indipendente dallaria esterna, non permettendo alcuno scambio con lambiente.
Considerando la diversa composizione dellaria inspirata e dellaria espirata, è facile comprendere come questi autoprotettori hanno essenzialmente due azioni da svolgere: -) depurare laria espirata trattenendo lanidride carbonica in eccesso; -) rigenerare laria stessa, somministrando gradualmente la quantità di ossigeno consumata dallindividuo.
Il funzionamento può essere così schematizzato:
laria espirata, povera di ossigeno ma ricca di anidride carbonica, attraversa una cartuccia depuratrice che fissa la CO2 ed il vapore acqueo; giunge poi in un "sacco polmone" ove affluisce anche ossigeno puro, proveniente da una bombola attraverso dispositivi di dosaggio automatico; la nuova miscela, arricchita di ossigeno ed impoverita di anidride carbonica, viene aspirata dalloperatore e, successivamente, rimessa nel ciclo appena descritto.
Questo tipo di autoprotettori, rispetto a quello a ciclo aperto, presentano dei particolari strutturali che li rendono poco pratici e molto più costosi. Necessitano anche di notevoli manutanzioni. Tutto ciò ha portato ormai al loro completo inutilizzo.
AUTOPROTETTORI A CICLO APERTO
Negli autoprotettori a ciclo aperto, laria espirata, anziché tornare in circolo viene dispersa allesterno attraverso la valvola di scarico presente nella maschera.
Lalimentazione di questi apparecchi si ottiene con bombole daria compressa di diversa misura.
Il loro funzionamento può essere schematizzato come segue:
laria proveniente dalla bombola passa attraverso un primo
dispositivo di riduzione di pressione, 
poi attraversa un secondo riduttore posto allinterno della maschera facciale in prossimità del sistema erogatore.

A richiesta delloperatore in fase inspiratoria laria entra nel facciale.
Laria espirata defluisce verso lesterno durante, la fase di espirazione, attraverso due valvole a membrana apposite.
La riserva daria è costituita da aria compressa a 200 atm in una o due bombole di capacità variabile. Quelli più comunemente usati dai vigili del fuoco sono autoprotettori mono bombole della capacità di 7 litri.
Le maschere in dotazione permettono due possibilità di introduzione dellaria al facciale: in sovrapressione o a richiesta.
I due sistemi sono intercambiabili durante lutilizzo dellautoprotettore mediante la semplice rotazione di un volantino posto sullerogatore.

Il sistema a richiesta prevede che laria entri nella maschera solo quando loperatore inspira, mentre il sistema in sovrapressione fa si che laria sia sempre allinterno della maschera. Il primo sistema permette di risparmiare aria e quindi di aver maggio autonomia, mentre il secondo ha il vantaggio della sicurezza che anche in caso di una non perfetta tenuta del facciale non entrerà niente dallesterno.
La semplicità, la facilità di impiego, il basso costo di esercizio, la possibilità di mantenerli sempre pronti alluso immediato (particolare fondamentale per le necessità dei vigili del fuoco), rappresentano i principali vantaggi degli autoprotettori a ciclo aperto.