Il toponimo Montorso, al pari di Pianorso, Montorsello, Montorsino (nei pressi di Montebonello) e altri, ricordano il tempo in cui nelle nostre montagne viveva una specie di orso estintosi nei secoli passati. Si tratta di un piccolo borgo raccolto intorno al campanile e alla chiesa su un poggio di una verdissima vallata dominata dall’alto dall’omonima torre di vedetta. La moderna chiesa fu eretta all’inizio del secolo XX, in sostituzione della precedente in precarie condizioni. È dedicata a Santa Margherita d’Antiochia, ma la devozione principale dei fedeli è rivolta a San Vincenzo Ferreri, protettore delle campagne e contro gli incendi. Si conservano all’interno numerose tavolette ex voto donate alla chiesa in ricordo di grazie ricevute dal santo. Un’altra singolare curiosità è rappresentata dal pilastro che regge l’altare maggiore, ornato da alcune tigelle, tradizionali strumenti di cottura delle crescentine.

Si conserva inoltre una importante collezione di formelle votive e di tigelle artistiche. Alla protezione di San Vincenzo il popolo si rivolse in occasione dell’epidemia di colera del 1855 e in quell’anno, in fondo al viale che dal sagrato porta alla strada provinciale, fu posta una maestà con l’immagine del santo.

English version

The toponym Montorso, like Pianorso, Montorsello, Montorsino (near Montebonello) and others, recall the time when in our mountains lived a species of bear that became extinct in past centuries. It’s a small hamlet gathered around the bell tower and the church on a small hill in a very green valley dominated from the above by the watchtower of the same name. The modern church was built at the beginning of the 20th century, as a replacement of the previous one in precarious conditions. It is dedicated to Santa Margherita d’Antiochia, but the main devotion of the faithful is aimed at San Vincenzo Ferreri, protector of the countryside and against fires. Inside are preserved numerous votive tablets donated to the church in remembrance of graces received from the saint. Another singular curiosity is represented by the pillar that bears the main altar, adorned with some tigelle, traditional instruments for cooking crescentine.

Is also preserved an important collection of votive tiles and artistic tigelle. In 1855 the population turned to the protection of San Vincenzo on the occasion of the cholera epidemic and in that year, at the end of the boulevard that leads from the church porch to the provincial road, a shrine with the image of the saint was placed.

Ultimo aggiornamento: 16/08/2025 16:44

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