Nel cuore di un bosco di castagni, lungo il sentiero 510 che collega la frazione di Castagneto con il suggestivo borgo di Semese, il viandante incontrerà nei pressi di un antico metato le sculture dello scultore mantovano Nicola Biondani. Le tre formelle in ceramica smaltata a terzo fuoco, che raccontano la Leggenda “Lo scricciolo e il fuoco”, sono collocate sulle pareti in sasso di un metato, simbolo della “civiltà del castagno” dell’Appennino in quanto fonte alimentare primaria.
La costruzione rurale, conosciuta anche come seccatoio, è un piccolo edificio rurale in pietra, tipico dell’Appennino tosco-emiliano, utilizzato tradizionalmente per essiccare le castagne. Strutturato su due livelli, il piano terra ospita un fuoco a legna lento, mentre il piano superiore, graticciato, accoglie le castagne. Le castagne fresche venivano poi messe nella parte alta e il fuoco viene alimentato costantemente con legna di castagno e la pula dell’anno precedente, mantenendo un calore moderato e costante per circa quaranta giorni.
Si ringrazia la famiglia Ricci e la famiglia Schieri, che hanno generosamente messo a disposizione il metato di proprietà.
Opera realizzata con il contributo della Fondazione di Modena
Ascolta la leggenda “Lo cricciolo e il fuoco”.
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