Torre del castello di Semese

La posizione strategica del monte su cui sorge il castello di Semese ha fatto della località uno dei punti focali del sistema difensivo frignanese fin dalle epoche più antiche. Scomparsa la piccola feudalità, qui rappresentata dalla famiglia ghibellina dei “da Verica”, il territorio passò sotto il dominio dei Montecuccoli, che fecero di Semese uno dei capisaldi del loro feudo.

Il castello di Semese, in muratura di pietrame a vista e copertura in coppi, occupa l’estremità di un ampio altopiano, quasi un acrocoro, che domina tutto l’orizzonte dell’alta valle del Panaro in un settore critico di permanente contesa tra Esarcato e Longobardi nell’alto medioevo, tra bolognesi e modenesi in epoca comunale, tra dominazione estense e Stato della Chiesa più tardi. L’insediamento castellano è da fare risalire alla fine del ‘200 a margine dell’antica strada Montese-Pavullo, sulla base di un preesistente presidio longobardo (torre di avvistamento) e prima bizantino, come testa di ponte tra il vasto terrazzamento di Verica e il “castrum” centrale dislocato sulle colline di Pavullo.
La parte alta della torre, ristrutturata a cella campanaria alla fine del ‘500, ha subito la sorte di tante torri medioevali ridotte a campanili. La chiesa di S. Giacinto, eretta nel 1598 dal marchese Enea Montecuccoli, campeggia sullo spazio orizzontale della piazza e particolarmente sull’ala delle stalle, scuderie ed abitazioni coloniche che occupano tutto il lato opposto.

English version

The strategic position of the mountain on which the Semese Castle stands has made the locality one of the focal points of the Frignano defensive system since ancient times. Once the small feudalism disappeared, represented by the Ghibelline family of “da Verica”, the territory came under the dominion of the Montecuccoli, who made Semese one of the strongholds of their fiefdom.

The Semese castle, in rough stone walling and roofed with tiles, occupies the extremity of a large upland, almost a plateau, which dominates the entire horizon of the upper Pananro valley in a critical sector of constant dispute between the Exarchate and the Lombards in the early Middle Ages, between Bolognesi and Modenesi in communal era, between Estense dominion and the church state later on. The castle settlement can be traced back to the end of the thirteenth century alongside the ancient Montese-Pavullo road, based upon a pre-existing Lombard garrison (watchtower) and first Byzantine, as a bridgehead between the vast terracing of Verica and the central “castrum” displaced on the hills of Pavullo. The upper part of the tower, restructured into a belfry at the end of the sixteenth century, suffered the fate of many medieval towers reduced to bell towers. The church of S. Giacinto, built in 1598 by the Marquis Enea Montecuccoli, stands out on the horizontal space of the square and particularly on the wing of the barns, stables and farmhouses that occupy the entire opposite side.

Ultimo aggiornamento: 16/08/2025 17:15

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